FEDERALISMO FISCALE – Da Venezia una prospettiva per l’Italia
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A cura del
Delegato del Sindaco al Federalismo fiscale
dott. Maurizio Baratello
IL FEDERALISMO: analisi, ricerche e proposte
Se è vero che il Federalismo è un “foedus”, un’alleanza tra soggetti diversi
laddove comune è l’intento di riorganizzare un qualcosa che si chiama “Stato”, è
pur vero, che questa alleanza deve essere vera, consapevole di ciò che si
prefigge raggiungere e cambiare, neutra da spinte politiche di parte, per non
inficiare le identità su cui poggia l’idea guida della riforma dello Stato
centrale.
Fiumi di parole, hanno attraversato l’argomento del Federalismo, focalizzandolo
sulla riforma del titolo V della Costituzione ed elaborando ipotesi di
cambiamento basate più sull’informatizzazione dell’ente territoriale, piuttosto
che affrontare una radicale riforma di cambiamento.
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Soci “trasparenti” e studi di settore
La manovra Monti ha previsto una serie di agevolazioni per chi risulta congruo e coerente agli studi di settore: esclusione dall’accertamento analitico–induttivo; l’accertamento sintetico è possibile solo se il reddito complessivo supera quello dichiarato di un terzo; riduzione di 1 anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento. La condizione per godere di questi benefici è compilare fedelmente i modelli degli studi di settore. La lettura della norma dispone i benefici a favore dei soggetti esercenti ditta individuale o attività professionale. Dubbi restano sull’inclusione dei “soci trasparenti”. L’Agenzia delle entrate, intervenuta in merito, esclude i “soci trasparenti” dall’aumento della franchigia da accertamenti sintetici da un quinto ad un terzo. Più precisamente, secondo l’Agenzia, la lettera C dell’art. 10 del Dl n. 201/2011 è riferibile ai soli contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore nei cui confronti si applicano le previsioni normative in materia di determinazione sintetica del reddito. Sono esclusi, pertanto, i soci di società trasparenti.
Le liti fiscali pendenti e il reclamo
Come detto nei giorni scorsi il Dl milleproroghe ha ridefinito i termini per la predisposizione delle liti fiscali fino a 20.000 euro. Sono interessate le controversie pendenti al 31 dicembre 2011 (la precedente versione prevedeva che fossero definibili le liti fino al 1° maggio 2011). La presentazione della domanda va fatta entro il 2 aprile 2012. Il 1° aprile 2012 parte il nuovo istituto del reclamo e della mediazione, per atti notificati (e non emessi) a tale data. Definizione delle liti e reclamo sono strettamente legati. Il reclamo, che modifica molte regole del processo tributario, è servito a “giustificare” la definizione delle liti pendenti. Entrambi si riferiscono agli atti emessi dall’agenzia delle Entrate di valore non superiore a 20.000 euro. La norma (art, 17-bis del Dl 546/1992) obbliga chi intende proporre ricorso a presentare preventivamente reclamo. La presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso e il reclamo può contenere una proposta di mediazione. Se quest’ultima non fosse contenuta nel reclamo (in quanto il ricorrente chiede soltanto l’annullamento dell’atto), sarà l’amministrazione finanziaria a formularla d’ufficio.
INPS: le domande di indennizzo per la cessazione di attività commerciale entro il 31 gennaio 2012
L’INPS conferma il termine per la presentazione delle domande di indennizzo per coloro che cessano definitivamente l’attività commerciale e riconsegnano al Comune la licenza. L’ultimo giorno utile è il 31 gennaio 2012. L’Istituto informa che le sedi dovranno trasmettere alla Direzione Centrale entro il 15 febbraio le domande che ritengano non accoglibili, così da consentirne un ulteriore esame da parte del Comitato Amministratore dei Contributi e delle Prestazioni Previdenziali degli Esercenti Attività Commerciali.
Agenzia delle entrate: confermato il codice tributo per l’agevolazione gasolio settore autotrasporto
L’Agenzia delle entrate, con un comunicato stampa del 24 gennaio 2012, ha confermato il codice tributo da utilizzare in compensazione, con il modello F24, dell’agevolazione sul gasolio per uso autotrazione nel settore del trasporto. Si tratta del codice tributo “6740” già istituito con la risoluzione n.133/E dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2002 e confermato dall’Agenzia delle dogane con proprio atto del 4 gennaio 2012. L’agevolazione consiste in un credito d’imposta, a favore degli esercenti attività di autotrasporto, riconosciuto per l’incremento delle accise sui carburanti.
Privacy: scompare il DPS
Il Decreto Legge con i provvedimenti di semplificazione e sviluppo prevede la scomparsa del DPS (documento programmatico sulla sicurezza) generalizzato; lo snellimento burocratico riguarda tutti i soggetti sottoposti agli attuali adempimenti: imprese, professionisti, enti pubblici.
Dopo i precedenti tentativi, andati a vuoto, adesso il decreto sulle semplificazioni ripropone l’abrogazione dell’art. 34, comma 1, lettera g), del codice della privacy e verrà eliminato anche eliminato l’obbligo di indicare in bilancio di avere elaborato o aggiornato il DPS.
A seguito di tale cancellazione totale dell’obbligo, non avranno più alcun senso anche le attuali norme sul DPS semplificato, che, quindi, vengono abrogate. Ovviamente, decadranno anche le attuali pesanti sanzioni amministrative e penali per l’omessa adozione.
Dichiarazioni fiscali: pubblicate le bozze dell’INE
L’Agenzia delle entrate ha pubblicato, sul proprio sito, le bozze dei modelli INE (indicatori normalità economica) utili a UNICO 2012. Sono 3 modelli riservati a società di capitali, di persone e persone fisiche; 2 modelli rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri per imprese e professionisti. Il modello paramentri è ancora utilizzabile per quelle categoria di imprese e professionisti per i quali non sono approvati, o non si rendono applicabili, gli studi di settore.
Liberalizzazioni: immobili abitativi con IVA
Una delle novità del decreto liberalizzazioni è il ritorno dell’IVA sugli immobili ad uso abitativo. Gli atti che saranno stipulati dall’entrata in vigore del decreto saranno assoggettati ad IVA, su opzione del cedente, anche oltre 5 anni dalla fine lavori (rileva la data di stipula dell’atto notarile). Le imprese edili, con immobili abitativi “a magazzino” la cui realizzazione è terminata da oltre 5 anni potranno, secondo quanto disposto dall’articolo 57 del decreto liberalizzazioni, optare per l’applicazione dell’IVA, uscendo dal regime di esenzione attualmente vigente. Pertanto, i rogiti sottoscritti dal giorno di decorrenza della nuova norma sconteranno l’imposta al 4% o al 10% (a seconda dei requisiti dell’acquirente). Gli acconti già fatturati, a fronte di contratti preliminari, in esenzione ai sensi dell’articolo 10, restano confermati e non dovranno, né potranno essere rettificati.
La Cassazione penale sull’occultamento delle scritture contabili
La Corte di Cassazione – sezione penale – con la sentenza n. 2698 del 23 gennaio 2012, si è espressa in merito all’occultamento delle scritture contabili. Esattamente: l’imprenditore risponde del reato di occultamento delle scritture contabili anche nel caso in cui la contabilità venga ricostruita mediante controlli incrociati con fornitori e clienti. Il caso parte da una verifica della Guardia di Finanza presso un contribuente, da cui emergeva che le scritture contabili, raffrontate con quelle di imprese fornitrici e clienti, presentavano delle differenze tra l’ammontare complessivo imponibile risultante dalle fatture esibite dall’imputato e quello annotato nella contabilità di dette imprese. Per i giudici il contribuente ha commesso reato di occultamento delle scritture contabili. La sentenza ha ribadito il principio di diritto secondo cui: “integra il delitto di distruzione od occultamento di scritture anche l’omessa tenuta della documentazione contabile”; ed ancora “il delitto di distruzione od occultamento di scritture contabili o documenti obbligatori, non richiede, per la sua integrazione, che si verifichi in concreto una impossibilità assoluta di ricostruire il volume d’affari o dei redditi, al fine basta una impossibilità relativa” e, nel caso in specie, si è potuto ricostruire grazie all’esame della documentazione tenuta dalle aziende clienti o fornitrici di quella verificata.
Bonus ristrutturazioni: cosa succede in caso di trasferimento della proprietà
La legge 214/2011 (cd. manovra Monti) ha reso definitivo il bonus 36% sulle ristrutturazioni edilizie inserendolo all’art. 16-bis del TUIR. Necessita di un chiarimento il trasferimento del bonus in caso di vendita dell’unità immobiliare su cui sono state effettuati i lavori di ristrutturazione. Nel caso di specie, il c. 8 dell’art, 4 del Dl 201/11, prevede che “la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi d’imposta, salvo diverso accordo tra le parti, all’acquirente persona fisica”; i casi che restano dubbi sono quelli di donazione o permuta, fattispecie diverse dalla compravendita. L’Agenzia delle entrate entra nel merito riprendendo le indicazioni fornite con una precedente circolare del Ministero delle Finanze, la n. 57 del 24 febbraio 1998, dove si conferma che con l’espressione “vendita” si debbano intendere tutte quelle ipotesi di trasferimento dell’unità immobiliare, con cui “si realizza una cessione dell’immobile stesso, anche a titolo gratuito”. Nella stessa direzione muove la risoluzione n. 77/09, gli interventi fatti nella “manovra di ferragosto” e la conferma del provvedimento direttoriale del 2 novembre 2011, con il quale l’Amministrazione ha imposto al contribuente di conservare ed esibire le ricevute di versamento dell’Ici, poiché possono essere oggetto di controllo in presenza di soggetto che risulti allo stesso tempo debitore e fruitore della detrazione del 36%.
Beni in godimento ai soci: la comunicazione al 31 marzo
Il D.L. 138 ha previsto l’obbligo di comunicazione dei dati relativi ai beni concessi in godimento da parte dell’impresa ai soci o familiari dell’imprenditore, adempimento definito dal provvedimento 16 novembre 2011, che ha precisato che la prima comunicazione dovrà essere fatta entro il termine del 31 marzo 2012 con riferimento ai beni per i quali il godimento permane nel periodo di imposta in corso al 17 settembre 2011.
A regime, vale a dire a decorrere dal periodo di imposta 2013 e con riferimento al periodo di imposta 2012, la comunicazione dovrà essere fatta per i beni concessi in godimento nel corso del periodo di imposta di riferimento.
Cassazione: illegittima l’ispezione presso l’abitazione dell’amministratore della società
Secondo la sentenza n. 631 del 18 gennaio 2012 della Corte di cassazione è illegittima l’ispezione presso l’abitazione dell’amministratore della società se non sussistono gravi indizi di evasione. Il caso parte dalla notifica di avvisi di accertamento IRPEF – ILOR ad un contribuente-società, a seguito dei quali la Guardia di Finanza, chiedendo autorizzazione al Procuratore della Repubblica aveva avuto accesso presso l’abitazione privata dell’amministratore. Il contribuente proponeva ricorso avverso i provvedimenti; tali ricorsi venivano disattesi dalla Ctp di Verona e ribaltati dalla Ctr di Verona. L’Ufficio, allora, ricorreva in Cassazione. Secondo la Ctr l’accesso all’abitazione privata è condizionata all’esistenza di gravi indizi di violazioni tributarie, ed è soggetta al parere del giudice tributario in ordine alla effettiva esistenza degli indizi stessi. Non essendo negli atti di causa la copia della nota con cui la Guardia di Finanza aveva chiesto al locale Procuratore della Repubblica l’autorizzazione all’accesso presso l’abitazione privata, non era possibile verificare l’effettiva sussistenza di detti indizi. I giudici di Cassazione hanno respinto il ricorso dell’Ufficio sostenendo che l’accesso presso l’abitazione privata del contribuente è sempre soggetto alla presenza di indizi gravi. Nel caso esaminato erano presenti vizi formali che coinvolgevano anche lo stesso provvedimento autorizzativo emesso dal PM in difetto di gravi indizi di violazione di norme tributarie.
Ravvedimento operoso acconto IVA
I contribuenti tenuti al versamento di acconto IVA scaduto il 27 dicembre 2011, che non avevano effettuato il pagamento (se dovuto), hanno tempo fino al 26 gennaio 2012 per pagare il ravvedimento con sanzione ridotta oltre ad interessi per tardività. La sanzione ammonta al 3%, i codici da utilizzare sono: 6013 (contribuenti mensili) – 6035 (contribuenti trimestrali) – 8904 sanzione.
Il termine ultimo per la chiusura delle liti fiscali pendenti
Le liti fiscali pendenti per tutto il 2011 chiudono il 2 aprile 2012. E’ questo il termine ultimo per sanare le liti pendenti al 31 dicembre 2011. Entro tale data occorre versare il dovuto e presentare la dichiarazione.
Dichiarazioni 2012: il riporto delle perdite in caso di trasformazione societaria
In caso di trasformazione societaria (da società di capitali a società di persone) il riporto delle perdite può avvenire con le regole IRES. E’ quanto si legge nelle istruzioni al modello Unico società di persone. Quindi, le società trasformate, non hanno nessun limite temporale e tetto dell’80% alla compensazione delle perdite, la trasformazione non rende applicabili le disposizioni previste dal’art. 8 del TUIR, cioè, per le imprese in contabilità ordinaria, il riporto a nuovo del risultano negativo per l’intero importo e per i successivi cinque esercizi.
Spesometro: gli acquisti con carta di credito
Il provvedimento del 29 dicembre 2011 detta le disposizioni relative alla comunicazione spesometro per gli acquisti oltre i 3.600 euro effettuati da privati consumatori e pagati con carta di credito. Dette operazioni devono essere comunicate direttamente dagli operatori finanziari. Un dubbio riguardava le singole transazioni sotto soglia, con eventuale pagamento frazionato (es. acconto di 2.000 euro e successivo saldo di 2.000 euro). L’Agenzia delle entrate ha chiarito che per le operazioni tracciate dalla carta di credito non devono essere segnalate ancorché collegate, in quanto l’operatore finanziario non è in grado di rilevare eventuali collegamenti.
L’accertamento con adesione è valido anche senza la fase del contraddittorio
E’ legittimo l’atto impositivo e la conseguente cartella di pagamento anche se l’Ufficio non abbia attivato la fase del contradditorio sull’istanza di accertamento con adesione presentata dal contribuente.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, l’ordinanza n. 29127 del 28.12.2011, che ha, così, accolto la tesi interpretativa portata avanti dall’Ufficio delle Entrate.
Pertanto, a parere della Suprema Corte, l’attivazione del contraddittorio non è un obbligo ma una facoltà discrezionale da esercitare in relazione alla decisività degli elementi posti a base del controllo fiscale.
La mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell’istanza di accertamento con adesione (ex art. 6 del D.Lgs. 218/1997) non comporta, quindi, la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli uffici
Il pacchetto liberalizzazioni
Il pacchetto liberalizzazioni ha ottenuto il via libera. Le novità: via ogni tipo di limite per l’avvio di una nuova impresa, quindi niente limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti d’assenso della Pa; nasce il Tribunale per le imprese: è previsto che le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale sono sostituite da sezioni specializzate in materia di impresa. I medicinali di fascia C con ricetta non saranno più in vendita fuori dalla farmacia se le Regioni non si metteranno in regola con l’apertura di nuovi esercizi, uno ogni 3 mila abitanti. Stop ai contrassegni Rc auto, la bozza del decreto prevede la sostituzione, entro 6 mesi degli attuali contrassegni cartacei con sistemi elettronici o telematici. Tariffe professionali: abrogate le minime e le massime. Inoltre, tutti i professionisti devono concordare in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta. L’inottemperanza costituisce deontologicamente illecito disciplinare. Aumenta il numero dei notai: il 30 giugno di ogni anno tra 2012 e 2014 sarà bandito un concorso pubblico per la nomina di 500 notai. Niente liberalizzazione, invece, per saldi e promozioni. Le Regioni mantengono i poteri nella pianificazione e nella programmazione territoriale. Non è ancora chiaro cosa succederà alle licenze dei taxi. La norma è cambiata ancora.
Societa’ Semplificata a Responsabilita’ Limitata (Ssrl)
Il Consiglio dei Ministri del 20/1/2012 ha approvato una parte del pacchetto liberalizzazioni mentre la prossima settimana arriveranno le misure sulle semplificazioni.
Tra le misure più interessanti la possibilità concessa ai giovani under 35 di costituire la Societa’ Semplificata a Responsabilita’ Limitata (Ssrl) con un capitale di un solo euro. Lo ha il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà: “E’ stata istituita – ha detto – una nuova societa’, societa’ semplificata a responsabilita’ limitata, per consentire ai giovani sotto i 35 anni un avvio immediato di attività anche per chi e’ privo di mezzi. Basterà un euro di capitale – ha aggiunto Catricala’ – e non servira’ il notaio”.
Le false fatture mediche rendono infedele la dichiarazione
Esporre in dichiarazione delle false fatture mediche per ottenere la detrazione IRPEF del 19% non costituisce evasione fiscale ma dichiarazione infedele. E’ quanto recita la sentenza n. 2168/11 della terza sezione penale della Corte di cassazione. Il caso parte da una serie di frodi fiscali commesse da un contribuente che esponeva in dichiarazione fatture mediche false apparentemente emesse da cliniche private. Il Tribunale di Napoli aveva riconosciuto a carico del cittadino il reato di infedele dichiarazione e non di evasione fiscale, e questo perché le fatture non avevano alcun valore probatorio dal momento che non erano mai state emesse. La Cassazione ha ritenuto applicabile l’art. 4 del Dl 74/2000 che prevede proprio la pena di dichiarazione infedele, perché nel caso era presente la fattispecie di falsità ideologica in quanto i documenti si riferivano a operazioni inesistenti, ed anche materiale poichè le strutture sanitarie che avrebbero emesso la documentazione erano del tutto sconosciute.
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