Studi di settore

Pubblicate le bozze degli studi di settore per Unico 2012

domenica, gennaio 29th, 2012 | Notizie Fiscali | Nessun commento

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato le bozze dei modelli “studi di settore” da allegare al prossimo modello Unico 2012. Una delle novità che vogliamo segnalare riguarda i contribuenti “ex minimi” e le imprese che si occupano di affitto di aziende. Per questi soggetti lo studio di settore dell’attività prevalente, non può essere utilizzato in fase di accertamento, ma soltanto ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo.

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Soci “trasparenti” e studi di settore

mercoledì, gennaio 25th, 2012 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La manovra Monti ha previsto una serie di agevolazioni per chi risulta congruo e coerente agli studi di settore: esclusione dall’accertamento analitico–induttivo; l’accertamento sintetico è possibile solo se il reddito complessivo supera quello dichiarato di un terzo; riduzione di 1 anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento. La condizione per godere di questi benefici è compilare fedelmente i modelli degli studi di settore. La lettura della norma dispone i benefici a favore dei soggetti esercenti ditta individuale o attività professionale. Dubbi restano sull’inclusione dei “soci trasparenti”. L’Agenzia delle entrate, intervenuta in merito, esclude i  “soci trasparenti” dall’aumento della franchigia da accertamenti sintetici da un quinto ad un terzo. Più precisamente, secondo l’Agenzia, la lettera C dell’art. 10 del Dl n. 201/2011 è riferibile ai soli contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore nei cui confronti si applicano le previsioni normative in materia di determinazione sintetica del reddito. Sono esclusi, pertanto, i soci di società trasparenti.

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Dichiarazioni fiscali: pubblicate le bozze dell’INE

mercoledì, gennaio 25th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato, sul proprio sito, le bozze dei modelli INE (indicatori normalità economica) utili a UNICO 2012. Sono 3 modelli riservati a società di capitali, di persone e persone fisiche; 2 modelli rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri per imprese e professionisti. Il modello paramentri è ancora utilizzabile per quelle categoria di imprese e professionisti per i quali non sono approvati, o non si rendono applicabili, gli studi di settore.

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Accertamento: gerico più importante delle presunzioni

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTP di Bari (sentenza n. 214/15/11) afferma che è illegittimo l’accertamento induttivo fondato su presunzioni semplici che si discostano dai risultati degli studi di settore, considerati più affidabili di altri metodi. Il fatto: contro un contribuente vengono accertati maggiori redditi per l’anno d’imposta 2005 sulla base di un maggiore indice di rotazione di magazzino. La presunzione partiva da una verifica delle giacenze effettuata dalla Guardia di finanza per l’esercizio 2008, per il quale era stato rilevato un maggior imponibile per una diversa determinazione delle rimanenze. Rilevando un indice di rotazione del 2005 risultante dagli studi di settore presentati inferiore rispetto a quello determinato per l’esercizio 2008, l’ufficio ha ricalcolato il nuovo reddito imponibile con quest’ultimo dato. Nel ricorso presentato dal contribuente si contestava la fondatezza dell’atto perché basato su presunzioni semplici che, oltre a essere prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, erano disattese proprio dal risultato degli studi di settore del 2005. La CTP di Bari ha accolto il ricorso evidenziando come fosse “inverosimile” che l’indice di rotazione di magazzino rilevato nel terzo anno successivo (2008), potesse coincidere con quello pregresso (2005), come se l’attività del ricorrente fosse rimasta “invariata” per quasi un quadriennio.

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Manovra “salva-Italia” e studi di settore

lunedì, gennaio 9th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

L’art. 10 del Dl 201/2011 propone benefici a chi sarà congruo e coerente agli studi di settore delle prossime dichiarazioni dei redditi, ma allo stesso tempo collega i benefici alla corretta compilazione del modello. Si tratta dell’impossibilità di eseguire rettifiche analitico induttive; di un maggiore disallineamento tra il dichiarato e il calcolato dall’Ufficio in caso di accertamento sintetico (1/3 contro il vecchio 1/5); della riduzione di un anno della decadenza dell’azione di accertamento.  La fruizione dei benefici è collegata alla fedele indicazione delle informazioni previste dallo studio di settore. Non si conosce però ad oggi quali tipi di inesattezze possono far perdere detti benefici, se cioè solo i dati di importanza rilevante oppure tutti i tipi di dati. Sarà necessario che l’Agenzia delle entrate chiarisca al più presto questo aspetto al fine della corretta applicazione della norma. 

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Studi di settore: pubblicati in Gazzetta Ufficiale i 69 che hanno passato la revisione

martedì, gennaio 3rd, 2012 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2011 i 69 studi di settore applicabili nel periodo d’imposta 2011. Si tratta di studi già in vigore nel 2008 sottoposti a revisione triennale. La revisione ha la finalità di cogliere eventuali cambiamenti strutturali, modifiche dei modelli organizzativi e variazioni di mercato all’interno del settore economico, e presuppone un’attività di analisi e ricerca economica, che viene condotta attingendo a diverse fonti informative, pubbliche e non. I 69 studi evoluti riguardano: 17 i servizi, 18 le manifatture, 6 le attività professionali, 28 il commercio. Debutta il nuovo studio sui “servizi di manicure e pedicure”, attività prima assoggettata alla disciplina dei parametri.

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Onere della prova per gli studi di settore

sabato, ottobre 29th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La Corte di Cassazione – sezione tributaria – nella sentenza n. 21856 del 20 ottobre 2011, chiarisce, in riferimento agli studi di settore, che il giudice tributario deve valutare gli elementi addotti dal contribuente come controprova rispetto agli stessi e deve darne conto nelle proprie conclusioni, e non basta affermare che la controprova offerta “non può essere considerata idonea a dimostrare un andamento economico diverso da quello presunto attraverso l’applicazione degli studi di settore”.

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Studi di settore: ancora indici di normalità per analizzare i costi

giovedì, ottobre 27th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Gli studi di settore tornano a servirsi degli indici di normalità per individuare i casi in cui Gerico viene utilizzato in modo “disinvolto” da contribuenti a “caccia” della congruità. L’Agenzia delle entrate ha scovato molti studi in cui la voce “costi residuali” assume un peso sproporzionato rispetto ai ricavi dichiarati e al totale dei costi. Spesso, tale voce, è utilizzata dal contribuente per far confluire varie componenti di costo diversamente non “inquadrabili”. I controlli dell’Agenzia stanno evidenziando l’indicazione in quella voce di costi non inerenti (la situazione riguarda in particolar modo i professionisti) e di costi “dirottati” per evitare che entrino nella regressione attraverso la quale Gerico determina i ricavi. Sono allo studio dell’Amministrazione nuovi indici di normalità mirati; si cerca di creare criteri selettivi in grado  di effettuare le correzioni solo laddove ce ne sia un effettivo bisogno.

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Per gli studi di settore è rilevante la concorrenza

venerdì, ottobre 21st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Ai fini dell’accertamento da studi di settore è rilevante la diminuzione dei ricavi che subisce il contribuente a causa della concorrenza. Lo asserisce la sentenza n. 193 del 9 settembre 2011 della CTR di Bari. Nella stessa sentenza si afferma, anche, che l’Amministrazione non può sostenere un aumento di reddito se in azienda sono presenti soci e familiari che prestano la loro attività lavorativa senza compenso.

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Accertamento da studi di settore: la difesa parte da Gerico

mercoledì, ottobre 12th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

In tema di accertamento induttivo riferito agli studi di settore, molti contribuenti potranno essere chiamati in causa già con riferimento agli studi presentati quest’anno relativi al periodo di imposta 2010. Lo prevede la Legge 111/2011 che consente agli uffici di procedere ad accertamento induttivo anche in caso di lieve irregolarità nella loro compilazione, cioè quando si dovesse rilevare un reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi, superiore al 10% del reddito di impresa o di lavoro autonomo dichiarato. Per difendersi sarebbe opportuno “pianificare” la strategia di difesa già in sede di verifica oltre che in contenzioso, ponendo l’accento sulla necessità di tener conto delle risultanze degli stessi studi piuttosto che della semplice applicazione di coefficienti di ricarico effettuata dall’ufficio con l’accertamento induttivo. Si dovrà far rilevare che non si comprendono i motivi per cui l’ufficio abbia calcolato il maggiore reddito accertato attraverso coefficienti di ricarico empirici e non mediante l’applicazione corretta degli stessi studi.

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Dichiarazioni 2011: di nuovo aggiornati i moduli di controllo

martedì, settembre 27th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Nella sezione software del sito web di Entratel, alla voce Controllo modelli di dichiarazione e studi di settore, è disponibile la versione 1.4.7 del 22 settembre 2011 dei moduli di controllo relativi alle dichiarazioni 2011 di prossima trasmissione.

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UNICO: in dirittura di arrivo, alla cassa entro il 5 agosto

martedì, agosto 2nd, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Le novità della manovra economica hanno agito anche su Unico 2011. Il differimento dei termini al 5 agosto con la maggiorazione dello 0,40% riguarda, in particolare, i soggetti nei cui confronti trovano applicazione gli studi di settore. Tra le novità si ricordano: le sanzioni inasprite in caso di omessa presentazione del modello; la possibilità di effettuare, da parte dell’amministrazione finanziaria, l’accertamento induttivo quando i dati degli studi vengono omessi o indicati irregolarmente; l’abrogazione della norma che stabiliva l’obbligo della motivazione quando vengono disattesi i risultati di Gerico nei confronti di un contribuente congruo. È stabilito che la sanzione per infedele dichiarazione (dal 100 al 200% della maggiore imposta) è elevata del 10% nell’ipotesi di infedele o omessa dichiarazione dei dati degli studi se il maggiore reddito d’impresa o di lavoro autonomo accertato è superiore al 10% del dichiarato. Tuttavia, il meccanismo non sembra avere un’applicazione automatica, si attua solo quando il contribuente non presenta i dati dietro specifico invito dell’Agenzia.

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MANOVRA ECONOMICA: le misure a carico degli Studi di Settore

giovedì, luglio 21st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La conversione in legge del Dl 98/2011 (manovra economica) interessa anche gli studi di settore. Sono inasprite le sanzioni quando si omette il modello, e si ridefinisce la possibilità di effettuare un accertamento induttivo. Quest’ultimo caso interessa i contribuenti che omettono o indichino erroneamente i dati degli studi di settore, o che indichino cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti. La nuova norma dispone che l’accertamento è possibile quando il reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi, risulta pari o superiore al 10% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato. Viene abrogata la norma sull’obbligo di giustificare, da parte dell’ufficio, le ragioni che inducono lo stesso a disattendere i risultati degli studi di settore in quanto inadeguati a stimare correttamente i ricavi o i compensi del contribuente. La novità venne introdotta dalla Finanziaria 2007 a tutela dei contribuenti congrui, anche per effetto di adeguamento. La previsione non permetteva l’accertamento analitico-induttivo, basato su presunzioni semplici, quando l’ammontare dei ricavi/compensi non dichiarati risulta inferiore al 40% di quelli riportati in Unico, con il limite di 50mila euro. Con la manovra si abroga il punto che prevedeva, sempre riferendosi ai contribuenti congrui, che se l’ufficio effettuava l’accertamento analitico-induttivo perché superate le soglie indicate, doveva motivare le ragioni che lo inducevano a disattendere i risultati degli studi, in quanto inadeguati a stimare i ricavi o i compensi del contribuente.

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STUDI DI SETTORE: necessario il contraddittorio per contrastare la rettifica degli studi

lunedì, luglio 18th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Per il contrasto alle rettifiche derivanti dall’applicazione degli studi di settore è sempre necessario ricorrere al contraddittorio; anzi … è proprio il basamento della procedura di accertamento. E’ quanto si evince dalla lettura della circolare 19/2010 dell’Agenzia delle entrate, che ha ripreso l’orientamento espresso dalle sezioni Unite della Cassazione con le sentenze numeri 26635, 26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009. “La procedura di accertamento tributario fondata sull’applicazione degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata in relazione ai soli standard in sé considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, essendo necessario che lo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli studi di settore testimoni una grave incongruenza”. Il contraddittorio rappresenta il punto di incontro tra le parti, dove, grazie agli opportuni chiarimenti e giustificazioni, il contribuente può “adeguare” i risultati reddituali emergenti dall’elaborazione statistica degli studi di settore alla concreta realtà economica dell’attività svolta.

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STUDI DI SETTORE: le anomalie chiamano le comunicazioni

martedì, luglio 5th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Sono in arrivo comunicazioni di avviso ai contribuenti che hanno presentato “anomalie” negli studi di settore. Il periodo in esame è il 2007-2009, i soggetti sono quelli congrui ma con indici di incoerenza dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Le lettere servono a stuzzicare l’attenzione del contribuente in vista della prossima dichiarazione dei redditi. Non solo … nella manovra economica spunta una norma che consentirà di effettuare accertamenti di tipo induttivo per chi commette errori gravi nella compilazione dei modelli relativi agli studi (la norma dovrà però passare al vaglio del Parlamento). Dal 10 giugno è presente una sezione sul sito delle Entrate per spiegare le ragioni dello scostamento o denunciare volontariamente eventuali imprecisioni delle comunicazioni. Anche gli intermediari sono destinatari di altrettante comunicazioni di irregolarità relative agli studi. Il programma “Serpico”, a disposizione degli Uffici, permette di controllare i dati fino al periodo di imposta 2009. Le comunicazioni sono generate in seguito ad irregolarità dovute a omessa o infedele compilazione del modello studi oppure perché il contribuente ha invocato una causa di inapplicabilità o di esclusione dagli studi stessi non veritiera. In caso di gravi infedeltà che determinano l’applicazione della sanzione prevista dal c. 2 bis dell’art. 1 del Dl 471/97 (non della semplice compilazione sbagliata di un rigo) potrebbe scattare l’accertamento induttivo in base al secondo c. dell’art. 39 del Dpr 600/73.

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STUDI DI SETTORE: le giustificazioni dello scostamento di potranno inviare entro dicembre

giovedì, giugno 30th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La circolare 30/E – Agenzia delle entrate – del 28 giugno 2011 indica dicembre come mese per l’invio delle giustificazioni alla posizione di non congruità degli studi di settore. Al fine sarà predisposto un apposito software. Sull’applicazione retroattiva degli studi, se più favorevoli al contribuente, viene confermata l’indicazione data nella circolare 28/E, e cioè la possibilità di utilizzare il minor livello di congruità di Gerico, senza tenere in considerazione l’effetto ribasso dei correttivi anticrisi. In merito all’adeguamento per importi superiori al 10% dei ricavi o compensi annotati, che comporta la maggiorazione del 3% con esclusione degli studi nuovi o revisionati, le Entrate ribadiscono che le modifiche derivanti dai correttivi anticrisi non possono essere considerate una revisione, ma solo una integrazione.

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DICHIARAZIONI: le anomalie degli studi di settore

martedì, giugno 21st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Dal 15 giugno è possibile effettuare la trasmissione dei file contenenti le risposte alle anomalie degli studi di settore per il triennio 2007-2009. E’ disponibile, alla sezione software del sito dell’Agenzia delle Entrate, il pacchetto di compilazione ed invio delle comunicazioni relative. Sempre alla stessa sezione è disponibile, sia per l’ambiente Windows che per l’ambiente MAC, la versione dell’applicazione (Entratel/File Internet) che consente la gestione di tali documenti.

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STUDI DI SETTORE: la territorialità

mercoledì, giugno 15th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Gerico osserva la collocazione territoriale del contribuente. Per la corretta stima dei ricavi o compensi congrui relativi al periodo d’imposta 2010, la versione pubblicata sul sito dell’Agenzia delle entrate implementa e perfeziona i conteggi tenendo conto del luogo di svolgimento dell’attività. In questa direzione operano anche i due decreti del 16 e del 22 marzo scorso, che hanno adeguato l’impatto territoriale svolto dal livello dei canoni di locazione degli immobili residenziali, dal livello delle retribuzioni del settore degli intermediari di commercio e la presenza in vicinanza di outlet per il settore abbigliamento. Questi indici si aggiungono a quelli già presenti per gli studi in revisione nel 2009, che affidavano il discrimine territoriale ad alcuni parametri-indice, quali il livello medio delle retribuzioni, il reddito disponibile per abitante e il livello delle quotazioni immobiliari.

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STUDI DI SETTORE: Gerico 2011

venerdì, giugno 3rd, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

È stata pubblicata, sul sito dell’Agenzia delle entrate, la versione beta del software Gerico 2011. Si tratta di una versione sperimentale, senza valore ai fini delle dichiarazioni, utile ai contribuenti per effettuare test di congruità. Sono presenti lievi modifiche di forma; i conteggi forniscono l’indicazione del risultato puntuale e di quello minimo ammissibile, anche in ipotesi di posizione congrua; specifiche indicazioni riguardano possibili casi di anomalia, quali la presenza di beni sottratti o distrutti e di beni di costo non superiore a 516,46 euro. Per gli agenti di commercio è funzionante una nuova valutazione della territorialità in presenza di lavoratori dipendenti o collaboratori. Per i professionisti la gestione degli incarichi per i quali sono stati incassati solo saldi o acconti è stata posizionata direttamente nel quadro D, con la necessità di evidenziare a quali tipologie di prestazioni si riferiscono le posizioni parziali. In merito ai correttivi è funzionante un meccanismo di adeguamento degli importi ancorato alla dimensione di alcune variabili delle due annualità precedenti, quali le rimanenze, gli acquisti, il costo del venduto, il costo del personale. Sembrerebbe che le riduzioni siano maggiormente selettive e, ove spettanti, di importo più marcato rispetto alle precedenti annualità.

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STUDI DI SETTORE: gli indici di territorialità ed alcune nuove esclusioni

martedì, aprile 5th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Il Dm 16 marzo 2011 è stato pubblicato sulla GU del 2 aprile. Il decreto porta a conoscenza dei nuovi indici di territorialità degli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2010. In particolare si punta ancora sul livello dei canoni di locazione degli immobili residenziali, riferendo le informazioni ai dati Omi 2007; per gli intermediari del commercio l’indicatore del livello delle retribuzioni è una variabile che influenza l’ammontare dei ricavi di congruità; sono modificate alcune tabelle per l’entrata di nuovi comuni; si terrà conto dell’impatto negativo derivante dalla vicinanza di factory outlet. Per quanto riguarda i casi di esclusione dall’applicazione degli studi di settore è estesa alle cooperative a mutualità prevalente ed alle società che redigono i bilanci in base ai principi contabili internazionali.

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