sentenza

Accertamento: gerico più importante delle presunzioni

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTP di Bari (sentenza n. 214/15/11) afferma che è illegittimo l’accertamento induttivo fondato su presunzioni semplici che si discostano dai risultati degli studi di settore, considerati più affidabili di altri metodi. Il fatto: contro un contribuente vengono accertati maggiori redditi per l’anno d’imposta 2005 sulla base di un maggiore indice di rotazione di magazzino. La presunzione partiva da una verifica delle giacenze effettuata dalla Guardia di finanza per l’esercizio 2008, per il quale era stato rilevato un maggior imponibile per una diversa determinazione delle rimanenze. Rilevando un indice di rotazione del 2005 risultante dagli studi di settore presentati inferiore rispetto a quello determinato per l’esercizio 2008, l’ufficio ha ricalcolato il nuovo reddito imponibile con quest’ultimo dato. Nel ricorso presentato dal contribuente si contestava la fondatezza dell’atto perché basato su presunzioni semplici che, oltre a essere prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, erano disattese proprio dal risultato degli studi di settore del 2005. La CTP di Bari ha accolto il ricorso evidenziando come fosse “inverosimile” che l’indice di rotazione di magazzino rilevato nel terzo anno successivo (2008), potesse coincidere con quello pregresso (2005), come se l’attività del ricorrente fosse rimasta “invariata” per quasi un quadriennio.

Tags: , , ,

Accertamento: decadenza triennale IVA per l’atto già registrato

sabato, dicembre 31st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La CTR dell’Umbria – sezione 1 – sentenza n. 227 del  24 novembre 2011, attesta la decadenza triennale del poter di accertamento IVA per gli atti già registrati. Il caso si riferisce alla cessione di ramo d’azienda assoggettata precedentemente a imposta di registro con atto regolarmente registrato.  Dopo circa cinque anni, un altro ufficio, nel corso di un controllo all’impresa cedente, ha riqualificato l’operazione quale cessione di beni soggetta ad IVA e non di ramo di azienda. Il contribuente impugnava la rettifica eccependo la decadenza del potere di accertamento dell’Agenzia delle entrate in virtù del principio dell’alternatività IVA/registro, che prevede, una volta registrato l’atto ed assoggettato ad imposta di registro, la rettifica eventualmente entro tre anni (art. 76 del DPR 131/1986). La commissione tributaria regionale ha accolto la tesi del contribuente.

Tags: , , , ,

Accertamento IRAP alla società non valido? Allora non è dovuta nemmeno la maggiore IRPEF del socio

domenica, novembre 20th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Niente accertamento fiscale di maggiori redditi al socio se il giudice ha annullato la rettifica Irap alla società di appartenenza: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24049 del 16 novembre 2011, secondo cui non risultando in capo alla società di persone incassi non contabilizzati, “manca il fatto economico per la ripresa a tassazione in danno del socio”.

Ciò poiché “i principi costituzionali di uguaglianza, legalità, imparzialità amministrativa e capacità contributiva, stabiliti dagli artt. 3, 97 e 53 Cost., impongono, al fisco, anche in difetto di un’espressa previsione legislativa, un vincolo rispetto ad accertamenti definitivi sul valore degli stessi fatti economici effettuati ai fini dell’applicazione di altro tributo, quando le singole leggi d’imposta non stabiliscano differenti criteri di valutazione”.

In sostanza, l’Irap è un imposta sul reddito, se questa non è più dovuta su incassi non contabilizzati, allora non è dovuta neppure l’Irpef in capo ai soci.

Tags: , , , , , ,

I casi di esclusione dalle sanzioni amministrative

venerdì, novembre 11th, 2011 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Secondo la CTP di Milano – sentenza n. 262/40/2011 – non sono applicabili le sanzioni quando la normativa è incerta e l’orientamento della giurisprudenza di legittimità non è univoco a riguardo.

Tags: , ,

IRAP: la Cassazione si pronuncia ancora in due direzioni diverse

mercoledì, ottobre 12th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La Cassazione si pronuncia ancora con due decisioni che vanno in direzioni opposte, secondo le quali un legale deve versare l’IRAP, un tassista no. Nell’ordinanza n. 20499/11 la Corte ha sancito l’obbligo all’avvocato di versare l’imposta perché collaboratore di uno studio legale. Nella sentenza n. 20454/11, invece, i giudici non hanno ritenuto che il tassista dovesse versare il tributo in funzione di un lavoro svolto in proprio e con pochi mezzi. La prima ordinanza va in controtendenza rispetto alla tesi della commissione tributaria regionale secondo cui l’inserimento del legale in un contesto già predisposto e la mancanza del requisito dell’abitualità dell’esercizio di un’attività autonomamente strutturata, avrebbe comportato l’insussistenza dell’organizzazione e, quindi, del versamento.  Il ragionamento dei Supremi giudici si è basato sulla circostanza che il professionista senza l’appoggio dello studio non avrebbe potuto realizzare i propri introiti, circostanza questa che già da sola doveva indurre i giudici di merito a ritenere che il reddito prodotto non fosse stato frutto esclusivamente della professionalità del singolo. Nel caso del tassista, l’esclusione dall’IRAP è dovuta al fatto che si tratta di un’attività svolta da un piccolo imprenditore che utilizza beni strumentali minimali e strumentali all’attività, quali il mezzo di trasporto, un computer e un cellulare. Una diversa interpretazione che pone l’accento sul fatto che l’inclusione o esclusione dall’imposta necessita l’esame individuale caso per caso.

Tags: , , , , ,

Redditometro: la sua valenza è limitata al periodo precedente quello dell’accertamento

mercoledì, agosto 31st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma (456/2011) asserisce che la valenza del redditometro come misuratore della capacità di spesa del contribuente è solo per il periodo che precede l’anno d’imposta che forma oggetto di accertamento. È invece illegittimo l’atto impositivo che si basa sulle spese incrementative del patrimonio sostenute negli anni successivi a quello soggetto a verifica.

Tags: , , ,

CASSAZIONE: i compensi derivanti dall’attività di sindaco o amministratore non sono soggetti a IRAP

giovedì, luglio 21st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

L’ordinanza n. 15803 della Corte di Cassazione depositata ieri 19 luglio 2011, asserisce che i compensi derivanti dall’attività di sindaco o amministratore non sono soggetti a IRAP a condizione che il contribuente ne evidenzi l’importo e dimostri l’assenza di un’attività autonomamente organizzata. Il caso parte dall’istanza di rimborso di un dottore commercialista redatta sul presupposto dell’inesistenza di una struttura organizzativa. In primo grado il ricorso era stato respinto, accoglieva l’appello, però, la Commissione regionale, in seguito al quale l’Agenzia proponeva ricorso per Cassazione, evidenziando che il commercialista utilizzava beni strumentali in misura eccedente il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività. Le censure dell’amministrazione sono state condivise dai giudici ritenendo che la sentenza di secondo grado non fosse sufficientemente motivata circa l’assenza dell’autonoma organizzazione. La pronuncia ricorda che l’attività di amministratore e sindaco non è soggetta a IRAP, ma al tempo precisa che solo la parte di ricavo netto risultante dall’esercizio di quell’attività ne è esente.

Tags: , , , ,

COMMISSIONI TRIBUTARIE: è possibile impugnare il diniego all’interpello sulle società di comodo

giovedì, giugno 30th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La Commissione tributaria di Palermo, sentenza n. 127/4/11, asserisce che è impugnabile il diniego della direzione regionale delle Entrate all’istanza di interpello per la disapplicazione della disciplina sulle società non operative. Nel fatto in esame i giudici hanno avallato la tesi dell’impugnabilità del diniego, ed anche le censure che la società ricorrente aveva espresso con riferimento alla fondatezza di tale diniego. Il caso vedeva in giudizio una società costituita da investitori istituzionali per la realizzazione di un programma industriale attraverso lo sfruttamento di un marchio; la Ctp è stata d’accordo sul fatto che non sussistevano i presupposti per individuare una società di comodo, intesa nel senso di una struttura il cui effettivo scopo principale è quello di detenere beni per metterli a disposizione dei soci, svolgendo attività commerciale in modo del tutto marginale. Poiché la disciplina delle società non operative è finalizzata a evitare questo tipo di comportamenti, va disapplicata in tutte le situazioni in cui essi, di fatto, non si verificano.

Tags: , ,

ACCERTAMENTO: secondo una sentenza della Ctp di Sondrio il redditometro va accompagnato da verifiche sostanziali

mercoledì, giugno 22nd, 2011 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La sentenza n. 24/2/11 del 25 marzo 2011 – Ctp di Sondrio – si occupa del redditometro e della sua “forza” nell’accertamento. La Commissione, nel caso di un contribuente che aveva subito un accertamento da redditometro per il possesso di due auto e due abitazioni, una principale e una a disposizione, che documentava il mantenimento di detti beni con la copertura nella capacità reddituale del nucleo familiare e finanziamenti erogati dalle banche, contestando, altresì, la nullità dell’atto per una insanabile carenza nella motivazione dello stesso, ha dato ragione al contribuente accettando il ricorso. L’accertamento da redditometro, basandosi su una presunzione semplice di maggior capacità reddituale, deve obbligatoriamente essere accompagnato da verifiche sostanziali in merito alla capacità contributiva del soggetto verificato.

Tags: , , , ,

CASSAZIONE: il licenziamento per giustificato motivo

mercoledì, giugno 15th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

Secondo la Cassazione (sentenza 28/3/2011, n. 7046) in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, quando questo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, non sono utilizzabili “nè il normale criterio della posizione lavorativa da sopprimere in quanto non più necessaria, nè il criterio dell’impossibilità di repechage in quanto tutte le posizioni lavorative sono equivalenti e tutti i lavoratori sono potenzialmente licenziabili”. Per individuare i criteri obiettivi secondo i dettami di correttezza e buona fede, si può fare riferimento, pur nella diversità dei rispettivi regimi, ai criteri che la legge n. 223 del 1991, articolo 5, ha dettato per i licenziamenti collettivi e, conseguentemente, prendere in considerazione in via analogica i criteri dei carichi di famiglia e dell’anzianità.

Tags: , ,

CTR LAZIO: da restituire il credito d’imposta neoassunti se non presente disoccupazione 24 mesi

sabato, maggio 28th, 2011 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Secondo la sentenza n. 38/38/11 della CTR Lazio, non spetta il bonus per neoassunti se non sono presenti, prima dell’assunzione, i 24 mesi di disoccupazione È quindi legittimo il recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Tags: , ,

SANZIONI: Unico salvo da sanzioni per tardivo invio se la password è scaduta

mercoledì, aprile 13th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La Ctr Lombardia con la sentenza 7/28/11 su di una tardiva presentazione di Unico annulla le sanzioni perché la presentazione oltre il termine di 90 gg. era stata dovuta alla password scaduta. Il fatto parte da un controllo automatizzato sulla dichiarazione dei redditi dove l’amministrazione notificava al contribuente una cartella di pagamento per eccedenze d’Irpef, Irap e Iva non spettanti. L’Ufficio giustificava il suo operato contestando una tardiva presentazione, ed anche un’erronea utilizzazione in compensazione dei crediti non spettanti. Dietro vari ricorsi presentati prima alla Commissione tributaria, per arrivare alla Ctr Lombardia, quest’ultima si è pronunciata a favore del contribuente in primo luogo, perché la causa per la quale la dichiarazione è stata presentata oltre i termini di legge non era a lui imputabile poiché la sua password era scaduta. Perciò, la spedizione del flusso informatico era avvenuta dopo i novanta giorni previsti dalla normativa. In secondo luogo perché il contribuente non ha ricevuto preventivamente l’avviso bonario, a seguito del quale avrebbe potuto sanare gli eventuali errori riscontrati in sede di controllo formale. L’emissione dell’avviso, è precisato, non è facoltativo da parte dell’amministrazione finanziaria, ma al contrario, è reso obbligatorio ai sensi dell’articolo 6 dello Statuto del contribuente (legge 212/2000).

Tags: , , ,

COMMISSIONI TRIBUTARIE: il redditometro non vale come strumento di accertamento se sono presenti redditi del coniuge

giovedì, novembre 11th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

In seguito ad un ricorso presentato da un contribuente alla Ctp di Isernia, la Commissione ha stabilito (sentenza 134/2/10) che il redditometro non vale come accertamento, se alla capacità contributiva del contribuente si aggiunge il contributo finanziario fornito dalla moglie e dagli altri componenti familiari, nonché le sopravvenienze attive di depositi bancari. Ad un contribuente era stato notificato un avviso di accertamento con il quale si contestavano maggiori redditi facendo ricorso al redditometro. L’Amministrazione sosteneva che la richiesta era giustificata dalla valenza induttiva di elementi e circostanze di fatto certi, tali da far presumere l’esistenza di redditi occultati. Per la Ctp la documentazione depositata dimostrava che alcuni beni, quali le autovetture, non appartenevano al contribuente ed altri risultavano ancora nella disponibilità di terzi con la conseguenza che non potevano concorrere ad incrementare il reddito. Era inoltre presente un notevole contributo economico fornito dal coniuge e dagli altri familiari. Tutte ragioni che costituivano prova documentata e certa esaustiva della capacità contributiva utile alla gestione aziendale, che hanno indotto la Ctp ad accogliere il ricorso del contribuente dando per soccombente l’Amministrazione.

Tags: , , ,

COMMISSIONE TRIBUTARIA: gli incassi non devono corrispondere con i versamenti in conto

venerdì, ottobre 29th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Ctp di Roma (sentenza n. 455/2010) chiarisce che non è necessaria la corrispondenza dei singoli incassi con i versamenti in conto corrente. Il caso trae origine da una verifica fiscale dalla Guardia di finanza svolta nei confronti di una Snc. L’ufficio contestava alla società maggiori ricavi conseguiti, rilevati mediante la somma tra prelevamenti e versamenti su conti correnti bancari intestati alla stessa società, in particolare riteneva che i versamenti per contanti sui conti, dovessero corrispondere esattamente ai corrispettivi incassati nei giorni precedenti. La società opponeva ricorso osservando che l’operato della Guardia di finanza non osservava il disposto dell’art. 32 del Dpr 600/73 in tema di indagini finanziarie, in quanto relativamente ai versamenti la norma ritiene l’onere probatorio assolto ove tali versamenti siano considerati nelle scritture contabili o in dichiarazione, ai fini della determinazione del reddito. La Ctp ha accolto il ricorso rilevando che non sia possibile, in modo pressoché automatico, considerare maggiori ricavi i versamenti bancari che non trovano esatta corrispondenza con le singole annotazioni contabili. Infatti per i versamenti era stato dimostrato la loro inclusione nei corrispettivi tassati ovvero non tassabili e per la maggior parte dei prelevamenti era stato compiutamente indicato il beneficiario.

Tags: ,

CASSAZIONE: la prestazione di garanzia per la compensazione IVA per i gruppi

domenica, ottobre 24th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Con la sentenza 21515 depositata il 20 ottobre 2010, la Corte di Cassazione ha affermato che non è necessaria la prestazione di garanzia in caso di compensazione IVA infragruppo se il credito d’imposta della società è divenuto incontestabile. La funzione di garanzia viene meno se accertato che non sussiste l’infedeltà della dichiarazione fiscale e non ha alcuna giustificazione giuridica una volta individuati con esattezza debiti e crediti, perché manca il rischio per l’erario. Il caso vede contrapposta l’Agenzia delle entrate, che richiedeva il pagamento dell’IVA di una società facente parte di un gruppo in capo al quale aveva compensato il debito di una con il credito dell’altra, senza aver prodotto la garanzia entro i termini di legge. La cartella con le relative sanzioni per omesso versamento veniva annullata perché era decorso il termine per la rettifica della dichiarazione. Per i giudici di merito la ragione fondamentale risiede nel fatto che il contribuente vantava un credito d’imposta, divenuto incontestabile, da opporre validamente in compensazione. La pretesa dell’amministrazione, secondo la Cassazione era divenuta inesigibile, anche se originariamente legittima, considerato che il contribuente era tenuto a versare una somma pari all’IVA a debito entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale, non avendo prestato idonea garanzia. Tuttavia, l’impossibilità di controllare la dichiarazione e la certezza delle posizioni di credito e debito comportavano l’inesigibilità del tributo richiesto con interessi e sanzioni.

Tags: , ,

DICHIARAZIONI: è impugnabile il diniego all’interpello sulle società di comodo

sabato, giugno 5th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

E’ ammesso ricorso contro il diniego opposto dall’Ufficio all’istanza di interpello con cui si richiede la disapplicazione della normativa relativa alle società di comodo. La Commissione tributaria regionale di Bari lo afferma nella sentenza n. 71 depositata l’11 maggio scorso. Secondo le Entrate, invece, il diniego non è ricorribile in quanto lo stesso non rientra nell’elenco degli atti impugnabili (art. 19, DL 546/92 e circolare 5/2007). In merito, il Collegio ha rilevato che la leggibilità dell’elenco è stata recentemente rivista dalla Cassazione, affermando che al giudice tributario sono attribuite tutte le pretese afferenti alla materia tributaria, indipendentemente che le stesse siano riportate dagli atti indicati nel citato art. 19. Un’ulteriore ratio a favore del ricorso è data dal fatto che l’inammissibilità dello stesso potrebbe ledere il diritto di difesa del contribuente e il principio di capacità contributiva, visto che diversamente il contribuente dovrebbe pagare per poi richiedere il rimborso.

Tags: , ,

CASSAZIONE: valida la cartella incompleta

lunedì, maggio 24th, 2010 | Sentenze | Nessun commento

La sentenza 10805/2010 della Cassazione ritiene valida la cartella di riscossione se manca il responsabile del procedimento e la sottoscrizione del documento. Il caso prende spunto dal ricorso del concessionario sulla legittimità di una cartella notificata nel 2001 e ritenuta illegittima nei giudizi di merito per violazione dell’art. 7 dello Statuto del contribuente, e per la mancata sottoscrizione del responsabile del procedimento. Secondo il collegio “la cartella esattoriale, prevista dall’art. 25 del DPR 602/1973, quale documento di riscossione degli importi contenuti nei ruoli, deve essere predisposta secondo il modello approvato con decreto del ministero delle Finanze che non prevede la sottoscrizione dell’esattore, essendo sufficiente la sua intestazione per verificarne la provenienza nonché l’indicazione, oltre che della somma da pagare, della causale tramite apposito numero di codice”. Nello specifico, benché non fosse espressamente indicato chi doveva seguire l’iter dell’attività esattoriale, era semplice l’individuazione dell’ufficio a cui rivolgersi per le informazioni necessarie tanto che il contribuente è riuscito a presentare una tempestiva impugnazione. Tra l’altro, la vicenda esaminata, risaliva a un fatto accaduto prima del 1° giugno 2008, data in cui il comma 4-ter dell’articolo 36 del DL 248/2007, prevede l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notifica della cartella.

Tags: , , ,

LAVORO: l’apprendistato con vincolo regionale

martedì, maggio 18th, 2010 | Economia, Lavoro | Nessun commento

La Corte Costituzionale censura l’art. 23, comma 2, del decreto anticrisi. La sentenza, la n. 176/2010, accoglie i ricorsi presentati da Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Liguria, Toscana, Basiicata, Piemonte, Marche e Lazio. I giudici hanno osservato che, nell’ipotesi di apprendistato con formazione esclusivamente aziendale, debba essere riconosciuto alle Regioni un ruolo rilevante nel controllo dell’attività formativa. Il decreto anticrisi, invece, attribuisce il ruolo in modo unilaterale allo Stato. Secondo la Consulta le Regioni possono contribuire alla disciplina della formazione professionale; è eliminata la durata minima, resta la durata massima di sei anni, tranne per alcune qualifiche dove può intervenire appunto la Regione stabilendo il termine minimo di due anni. › Continue reading

Tags: , , , , ,