reddito

Reddito d’impresa: è deducibile la “paga” della Srl

domenica, novembre 20th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

L’Aidc (Associazione Italiana Dottori Commercialisti) ha emanato una norma di comportamento, la n. 182, in cui si spiega che sono deducibili per competenza e sono rilevanti ai fini IRAP i compensi corrisposti ad una società commerciale nominata amministratore. Sui compensi è applicabile l’IVA detraibile in base alle regole ordinarie della società amministrata. La norma si rifà ai comportamenti di diversi Registri Impresa che accettano e iscrivono gli atti contenenti la nomina di società ad amministratori, collegata all’iscrizione della persona fisica ricoprente la carica in nome e per conto della società. Secondo la Commissione il compenso è inquadrato come componente del reddito d’impresa che, riferito alla società percipiente, concorre alla formazione del reddito in base al principio della competenza.

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Accertamento IRAP alla società non valido? Allora non è dovuta nemmeno la maggiore IRPEF del socio

domenica, novembre 20th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Niente accertamento fiscale di maggiori redditi al socio se il giudice ha annullato la rettifica Irap alla società di appartenenza: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24049 del 16 novembre 2011, secondo cui non risultando in capo alla società di persone incassi non contabilizzati, “manca il fatto economico per la ripresa a tassazione in danno del socio”.

Ciò poiché “i principi costituzionali di uguaglianza, legalità, imparzialità amministrativa e capacità contributiva, stabiliti dagli artt. 3, 97 e 53 Cost., impongono, al fisco, anche in difetto di un’espressa previsione legislativa, un vincolo rispetto ad accertamenti definitivi sul valore degli stessi fatti economici effettuati ai fini dell’applicazione di altro tributo, quando le singole leggi d’imposta non stabiliscano differenti criteri di valutazione”.

In sostanza, l’Irap è un imposta sul reddito, se questa non è più dovuta su incassi non contabilizzati, allora non è dovuta neppure l’Irpef in capo ai soci.

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Per gli studi di settore è rilevante la concorrenza

venerdì, ottobre 21st, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Ai fini dell’accertamento da studi di settore è rilevante la diminuzione dei ricavi che subisce il contribuente a causa della concorrenza. Lo asserisce la sentenza n. 193 del 9 settembre 2011 della CTR di Bari. Nella stessa sentenza si afferma, anche, che l’Amministrazione non può sostenere un aumento di reddito se in azienda sono presenti soci e familiari che prestano la loro attività lavorativa senza compenso.

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Deduzioni dal reddito: spese per istituti di ricovero e cura

martedì, agosto 30th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

La risoluzione 87E ha confermato che sono sempre deducibili dal reddito, sia delle persone fisiche che dei soggetti IRES, le donazioni effettuate a favore degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).

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REDDITOMETRO: le lettere dell’Agenzia delle entrate

mercoledì, giugno 8th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Il nuovo redditometro guarda le spese indicative di “benessere” familiare. Ai classici acquisti di aerei e barche affianca viaggi, contributi a colf e dipendenti, frequenza di centri benessere e acquisti d’arte. E muove i primi passi reali con gli avvisi che in questi giorni hanno cominciato a raggiungere i primi contribuenti caratterizzati da spese apparentemente troppo gonfie rispetto ai redditi dichiarati. Le comunicazioni sono mirate: in questo periodo si è alle prese con le dichiarazioni dei redditi; si “spinge” così il contribuente ad un adeguamento dei redditi dichiarati. I soggetti potenzialmente interessati sono molti. La circolare sui controlli parlava di “alcune centinaia di migliaia di casi di forte sperequazione fra redditi e spese”.

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CONTRIBUTI PREVIDENZIALI: il concordato fatto dal professionista limita le pretese della Cassa sul maggior reddito

giovedì, aprile 14th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

L’adesione al concordato fiscale preventivo biennale da parte di un professionista, e i suoi effetti sulla posizione contributiva sono al centro dalla sentenza 8464/11 della Cassazione, Sezione Lavoro. Il caso riguarda un commercialista che aveva impugnato i comunicati emessi nell’estate del 2004 dalla Cassa professionale. Nei comunicati veniva esposto dall’Istituto di non volersi attenere all’esito dei concordati per quantificare il dovuto degli iscritti. In particolare, il commercialista chiedeva di applicare anche alla Cassa la disposizione (art. 33 legge 326/2003) secondo cui “sul reddito che eccede quello minimo determinato secondo le modalità di cui al comma 4 non sono dovuti contributi previdenziali per la parte eccedente il minimale reddituale”. La Cassa controbatteva rigettando la domanda e riservandosi la possibilità di recuperare i contributi non versati dal ricorrente. Secondo la Corte, “le conseguenze dell’infedele comunicazione derivano dalla legge e, come tali, vincolano anche l’Ente previdenziale”. La controversia si concluderà ora in Appello a Torino che dovrà definire l’esito.

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AGENZIA DELLE ENTRATE – RISOLUZIONI: i professionisti e la deducibilità dei contributi sospesi per calamità

giovedì, febbraio 24th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Secondo la risoluzione n. 17 del 18 febbraio 2011 Agenzia delle entrate, i professionisti possono dedurre i contributi sospesi per calamità naturale nel periodo in cui provvedono al relativo versamento secondo il principio di cassa; non è possibile farlo in un anno diverso da quello di effettivo versamento degli stessi e in cui non producono reddito a causa della calamità naturale.

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IL MAXIEMENDAMENTO: salta la proroga per la detrazione del 55%

lunedì, novembre 15th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Nel maxiemendamento, per cui sono stanziati 5,5 miliardi di euro, non viene prorogata la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. In tema di lotta all’evasione far pace con il fisco costerà di più. Tutte le riduzioni oggi previste, come quella di un quarto del minimo per gli accertamenti con adesione o l’acquiescenza, dal 1° gennaio 2011 passeranno a un terzo. Sarà meno conveniente il ravvedimento operoso per chi paga o presenta in ritardo le dichiarazioni dei redditi. Sono confermati 1,5 miliardi per gli ammortizzatori sociali di cui un miliardo da destinare alla concessione della cassa integrazione guadagni anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, così come alla cassa integrazione e alla mobilità in deroga. Previste: la proroga della mobilità per lavoratori sprovvisti come agenzie di viaggio e imprese di vigilanza; la proroga del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà e il differimento per il 2011 della possibilità di utilizzare i lavoratori che percepiscono misure a sostegno del reddito per progetti di formazione e riqualificazione; confermata la detassazione dei salari di produttività per redditi fino a 40 mila euro.

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ACCERTAMENTO: il sintetico verifica il reddito accertato

martedì, ottobre 5th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Dopo le modifiche apportate dal DL 78/2010, l’accertamento sintetico è legittimato se lo scostamento calcolato sul reddito accertabile è di un quinto. Precedentemente era stabilito uno scostamento di almeno un quarto rispetto al reddito dichiarato. Questa franchigia era stata stabilita in conseguenza della anomalia, rispetto alle altre forme di accertamento, su cui si basa il sintetico; mentre le varie metodologie accertative hanno per oggetto l’individuazione di una ricchezza prodotta, cioè un reddito o dei ricavi, il sintetico si fonda su un procedimento inverso: dalla spesa si ricostruisce il reddito. La franchigia è comune sia all’accertamento sintetico sia a quello basato sul redditometro. In quest’ultimo la norma prevedeva che la non conguità rispetto al reddito accertato si avesse per almeno due periodi d’imposta. Tale ultima previsione è stata ora cancellata dal nuovo testo dell’articolo 38, comma 5 del Dpr 600/73. La nuova norma non sembra differenziarsi da quella precedente, salvo per la diversa entità che consente l’effettuazione dell’accertamento. Ora viene affermato che l’accertamento sintetico è ammesso a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato.

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CASSAZIONE: per il disallineamento dagli Studi l’intervento chirurgico deve essere provato

sabato, settembre 25th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Con la sentenza n. 19754 depositata il 17 settembre 2010, la Cassazione rigetta il ricorso di un professionista al quale era stato notificato un avviso di accertamento con la richiesta di un maggior reddito. Le ragioni del ricorso del contribuente erano basate sull’effettuazione di un intervento chirurgico e la conseguente convalescenza, che avevano certamente condizionato la produzione dei ricavi ed il rispetto dei parametri e degli studi di settore. Secondo la Cassazione, pur essendo motivazioni valide è necessario, per sortire l’effetto disallineante, che esse siano concretamente provate con idonea documentazione atta a spiegare tutti i problemi relativi all’intervento chirurgico sia a livello psicologico, sia a livello esistenziale. Inoltre, per stabilire l’incidenza di tale evento sulla capacità produttiva di reddito non rileva il fatto proprio, ma la durata dell’eventuale inabilità a riprendere l’attività lavorativa.

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CASSAZIONE: studi di settore compatibili con il part time, ma ….

sabato, settembre 25th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Il lavoro part-time del professionista che non consente di conseguire i ricavi previsti dai parametri deve essere documentato. Ad asserirlo è la Cassazione con la sentenza 19957, depositata il 21 settembre 2010. Il caso prende spunto dal ricorso di un ingegnere a cui l’amministrazione aveva contestato un maggior reddito per l’applicazione dei parametri, ma è conseguentemente estensibile anche agli studi di settore. Secondo i giudici il tempo dedicato dal contribuente al lavoro autonomo non incide direttamente sulla determinazione dei suoi ricavi, né il contemporaneo esercizio di due attività può costituire, da solo, motivo sufficiente per disattendere le conclusioni dell’amministrazione finanziaria. Il contribuente è tenuto a provare che il tempo impiegato nello svolgimento del lavoro dipendente incide sulla redditività del lavoro autonomo, non in astratto ma concretamente con esposizione di orari, tempi di esecuzione di ogni prestazione, impegno temporale complessivo dell’occupazione alternativa, impegni professionali rifiutati o impossibili per carenza di tempo disponibile.

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REDDITOMETRO: più semplice ma più oneroso

martedì, settembre 14th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Il nuovo redditometro si preannuncia più semplice del vecchio. Il reddito ipotizzato coprirà un determinato arco temporale e dovrà almeno essere uguale alle spese imputate dello stesso periodo. Esiste, tuttavia, il rischio che l’entità minima del reddito imponibile potrebbe essere in alcuni casi decisamente più elevata di quanto non si determinerebbe oggi, se non si riuscisse a dimostrare che determinati investimenti sono stati eseguiti con redditi esenti, o soggetti a ritenuta alla fonte o con redditi di annualità precedenti. Sarà necessario, quindi, avere prova documentale certa a dimostrazione di quei redditi. A differenza del vecchio, che vedeva le spese come indice di capacità contributiva dove era preso in considerazione anche il mantenimento del contribuente e della sua famiglia, il nuovo pone proprio un confronto, un’equazione spesa reddito.

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CHIARIMENTI: l’Iva sulle prestazioni di vitto e alloggio

domenica, maggio 23rd, 2010 | Economia, Notizie Fiscali | Nessun commento

Le Entrate, con la circolare 25/E del 19 maggio 2010, chiariscono il modus operandi per le prestazioni di vitto e alloggio in merito all’Iva non detratta. Quando il contribuente (impresa o professionista) non deduce l’Iva per propria scelta di convenienza, la può detrarre dal reddito a titolo di costo e rileva nella determinazione della base imponibile Irap. E’ un cambiamento di rotta dell’Agenzia delle entrate, visto che in precedenza (circolare 6/E e risoluzione 84/E del 2009) aveva negato questa possibilità. Il ripensamento è dettato da un orientamento consolidato, secondo il quale l’inerenza va riconosciuta per il solo fatto che un costo è valutato dall’imprenditore nell’ambito di una scelta di convenienza economica, cioè quando l’obiettivo è quello di pervenire al maggior risultato economico possibile.

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CHIARIMENTI: l’Iva sulle prestazioni di vitto e alloggio

venerdì, maggio 21st, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Le Entrate, con la circolare 25/E del 19 maggio 2010, chiariscono il modus operandi per le prestazioni di vitto e alloggio in merito all’Iva non detratta. Quando il contribuente (impresa o professionista) non deduce l’Iva per propria scelta di convenienza, la può detrarre dal reddito a titolo di costo e rileva nella determinazione della base imponibile Irap. E’ un cambiamento di rotta dell’Agenzia delle entrate, visto che in precedenza (circolare 6/E e risoluzione 84/E del 2009) aveva negato questa possibilità. Il ripensamento è dettato da un orientamento consolidato, secondo il quale l’inerenza va riconosciuta per il solo fatto che un costo è valutato dall’imprenditore nell’ambito di una scelta di convenienza economica, cioè quando l’obiettivo è quello di pervenire al maggior risultato economico possibile.

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REDDITO D’IMPRESA: il recupero dell’imposta per errata imputazione del costo

giovedì, maggio 6th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Importante circolare sulla gestione della maggiore imposta versata in caso di errata imputazione di componenti negativi di reddito. L’Agenzia delle entrate (circ. 23/E del 4 maggio 2010) apre al rimborso entro due anni dell’imposta versata quando l’Ufficio rettifica dei componenti negativi di reddito riconoscendoli nell’anno d’imposta successivo rispetto al precedente. Secondo la circolare il contribuente ha possibilità di presentare dichiarazione integrativa a favore entro il termine di scadenza di presentazione della dichiarazione successiva, oppure presentare istanza di rimborso nei 48 mesi seguenti alla data del pagamento o dal termine del saldo dell’imposta, in base all’art. 38 DPR 602/73. Ad ogni modo, la possibilità di poter richiedere il rimborso è vincolato alla sentenza affermante la legittimità del recupero passata in giudicato, o dal momento in cui risulta definitiva la pretesa dell’Ufficio, come nel caso di mancata impugnazione.

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IRAP: la CTP di Novara esclude l’attività del revisore contabile dall’imposta

martedì, maggio 4th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

L’attività del revisore contabile è esentata dall’IRAP. Secondo la CTP di Novara (sentenza 4/1/10) il tipo di attività non richiede e non consente di fare ricorso ad alcuna organizzazione propria. Il caso vuole un revisore contabile cancellato dal collegio dei ragionieri e componente di qualche collegio sindacale, iscritto al solo registro dei revisori. L’Ente impositore pretendeva il pagamento dell’imposta, ma il giudice tributario ha accolto il ricorso del contribuente perché l’attività del revisore ha carattere puramente concettuale, sicuramente assimilabile in tema di reddito a quella professionale, ma con modalità che non abbisognano di una particolare organizzazione, è tutto sotto la responsabilità della persona (revisore), costituisce “un unicum ontologicamente non inquadrabile in una professione tipica” che richiede una autonoma organizzazione del lavoro.

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STUDI DI SETTORE: sono state pubblicate le prime istruzioni

lunedì, aprile 19th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Sul sito dell’Agenzia delle entrate sono comparse le prime istruzioni agli studi di settore 2009. Si tratta di quelli non revisionati. Tra gli “aggiustamenti” si segnalano perfezionamenti nel quadro A riguardo alla normativa giuslavoristica con la sostituzione del richiamo al lavoro interinale con quello di contratto di somministrazione di lavoro; il quadro F integra i dati di eventuali altri componenti negativi che hanno contribuito alla determinazione del reddito, della variazione in diminuzione derivante dalla Tremonti-ter. Negli studi non revisionati permane la richiesta degli ulteriori elementi che riguardano i soci amministratori: questa indicazione è doppia in quanto è già rilevata dal software al quadro A e potrebbe determinare motivo di anomalia a livello di congruità. Nei modelli revisionati tale riquadro è stato eliminato.

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abolizione delle società anonime, prefinanziamento dell’Iva per evitare frodi carosello e triangolazioni, rogatorie internazionali veloci, collaborazione stretta tra le rispettive forze di polizia nella lotta alla criminalità, scambio di informazioni per via telematica sull’interscambio commerciale tra le amministrazioni finanziarie di Italia e San Marino

lunedì, aprile 19th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

CASSAZIONE: quando il valore di avviamento non rileva ai fini IRPEF
La Cassazione, con l’ordinanza n. 7023/2010, afferma che non sempre il valore dell’avviamento nella cessione di azienda rileva ai fini IRPEF, se il contribuente prova di aver venduto a un prezzo inferiore. Secondo i giudici, dal valore dell’avviamento l’amministrazione finanziaria può procedere in via induttiva all’accertamento del reddito da plusvalenza patrimoniale sulla base dell’accertamento di valore effettuato in sede di applicazione del registro. Ai fini dell’onere della prova, come detto a carico del contribuente, questo potrà superare bene la presunzione di corrispondenza del prezzo incassato con il valore di mercato accertato in via definitiva ai fini del registro, dimostrando di aver concretamente venduto a un prezzo inferiore.

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STUDI DI SETTORE: il contraddittorio è essenziale

martedì, marzo 16th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Il contraddittorio sugli studi di settore è essenziale per contestare con le proprie motivazioni l’accertamento dell’Ufficio. Grazie alle ultime sentenze di Cassazione qualcosa è cambiato: le risultanze di Gerico da sole non bastano a legittimare l’accertamento, servono ulteriori elementi. Lo studio è sottoposto alla valutazione di affidabilità nel caso concreto; nella nuova versione di Gerico non si fa più menzione “alla procedura automatizzata”. L’invito punta alla rappresentazione delle “circostanze che confermano la stima dei ricavi operata dallo studio di settore”. La metodologia viene corroborata dalla incongruenza dei ricavi ripetuta nel tempo, dall’incrocio del reddito dichiarato con le voci di spesa.

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UNICO 2010: tra le novità alcuni punti critici

domenica, marzo 7th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Unico 2010 SP evidenzia alcuni punti critici derivanti da recenti interpretazioni dell’Agenzia delle entrate. In caso di appalto, per opere consegnate in stato di avanzamento lavori, la risoluzione 260/09 chiarisce che per l’impresa appaltatrice i SAL rappresentano ricavi solo se vengono accettati in modo irrevocabile, con passaggio del rischio di deperimento dell’opera in capo al committente. Per quest’ultimo non rappresentano ricavi, ma influenzano il reddito imponibile perché concorrono alla formazione delle rimanenze. Le spese di vitto e alloggio sostenute dalle società per soggetti diversi dagli amministratori o dipendenti, si deducono nella misura del 75%; se sconfinano nelle spese di rappresentanza, secondo la circolare 34/09, sopportano un ulteriore tetto del 1,3% come limite di deduzione delle spese di detta fattispecie. Tali spese di indicano come intero importo sostenuto nel rigo RF22 colonne 1 e 3, e come variazione in diminuzione nel rigo RF36 colonna 4.

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