Dipendenti

Sicurezza del lavoro: le verifiche periodiche dei datori

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Lavoro | Nessun commento

In ottemperanza dell’art. 71 del TU sicurezza è dovere del datore di lavoro di sottoporre a verifica periodica le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei dipendenti. L’articolo del TU prevede, infatti, che il datore di lavoro metta a disposizione dei lavoratori attrezzature idonee ai fini della salute e sicurezza ed  adeguate al lavoro da svolgere. Il Dm 11 aprile 2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dispone le modalità di effettuazione di queste verifiche nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati alla loro esecuzione. La prima di tali verifiche è effettuata dall’Ispesl, ora Inail, che vi provvede nel termine di 60 giorni dalla richiesta. Nel caso di decorso del termine, il datore di lavoro può rivolgersi alle Asl di competenza. Il decreto specifica sia le tipologie di attrezzature su cui devono effettuarsi le verifiche periodiche (per esempio apparecchi mobili di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg, ascensori e montacarichi da cantiere), sia le attività da compiere, tra cui le indagini supplementari per individuare eventuali vizi, difetti o anomalie prodottesi nell’utilizzo dell’attrezzature di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni, stabilendo anche la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza.

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Le modalità di pagamento dopo la riduzione della soglia minima di utilizzo del contante

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

In seguito all’introduzione del limite di 1.000 euro per l’utilizzo del contante gli operatori si stanno organizzando per recepire al meglio la novità. La nuova norma prevede il divieto di trasferimenti in contanti per importi complessivamente pari o superiori a 1.000 euro. Il limite riguarda i trasferimenti eseguiti direttamente, senza il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane. Gli assegni, circolari o bancari, devono essere sempre muniti della clausola “non trasferibile” se il loro importo complessivo è pari o superiore a 1.000 euro. Il pagamento delle fatture si potrà fare mediante l’utilizzo di uno dei seguenti metodi: presso gli sportelli bancari tramite bonifico bancario; presso qualsiasi ufficio postale tramite bollettino postale; tramite rid bancario o postale; tramite bonifico bancario da remote/home Banking; utilizzo di assegno bancario o postale; pagamento tramite assegno circolare; pagamento tramite cambiali o tratte; pagamento a mezzo ricevuta bancaria. Il pagamento dei dipendenti, il cui cedolino paga netto supera 1.000 euro, potrà avvenire tramite: bonifico bancario o consegna al lavoratore un assegno (di conto corrente o circolare).

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Il nuovo regime dei minimi comprende gli ex-dipendenti

giovedì, gennaio 12th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Alcuni chiarimenti all’ingresso nel regime dei superminimi sono stati dati da recenti decreti attuativi. Tra i dubbi risolti troviamo il caso di chi ha svolto attività in regime ordinario o semplificato nel periodo 2008/2011: la situazione è stata riconosciuta non ostativa all’ingresso nel nuovo regime. Per quanto riguarda gli ex-dipendenti, il presupposto necessario, secondo l’art. 27, comma 2 lettere a) e b), del Dl 98/2011, è che la nuova attività non sia la mera prosecuzione di quella precedentemente svolta come lavoratore autonomo o dipendente. La prosecuzione dell’attività si configura quando un ex-dipendente utilizzi gli stessi beni strumentali dell’ex datore, negli stessi luoghi e con gli stessi clienti. Ci sono fattispecie in cui la prosecuzione dell’attività non è configurabile, esattamente: in caso di licenziamento avvenuto per cause non imputabili al lavoratore; un intervallo di tempo congruo intercorrente tra le due attività; se il lavoro autonomo viene svolto in contemporanea al lavoro dipendente; se l’attività è stata preceduta da collaborazioni occasionali anche nello stesso ambito. In questi casi i benefici spettano.

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In previsione scritture contabili sostituite dagli E/C bancari e cedolini paga via e-mail

mercoledì, novembre 9th, 2011 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Si susseguono in maniera frenetica le tante novità che man mano vengono inserite dal Legislatore nella manovra per la stabilità economica: tra quelle di natura tributaria emerge, nelmaxiemendamento, la circostanza che gli estratti conti bancari sostituiranno le scritture contabili delle imprese in contabilità semplificata e dei lavoratori autonomi. I limiti per le liquidazioni trimestrali dell’Iva verranno adeguati a quelli più elevati previsti per l’accesso al regime di contabilità semplificata (€ 700.000,00 per le vendite; € 400.000,00 per le altre attività). Saranno, inoltre, resi più rapidi i tempi di risposta alle istanze di interpello presentate dai contribuenti all’Agenzia delle Entrate (passeranno da 120 gg a 90 gg). Busta paga via e-mail Pare scomparirà anche la busta paga cartacea. Il cedolino diventa una copia del libro unico del lavoro, da consegnarsi entro tre giorni dall’erogazione delle paghe e non più contestualmente e non necessariamente in forma cartacea. Sarà possibile, in pratica, una consegna per e-mail. L’obbligo di consegna, poi, non interessa solo i dipendenti ma anche i collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo. Chi non rispetterà questo provvedimento contenuto nel maxiemendamento al DDL di stabilità rischierà una sanzione. La mancata consegna del prospetto verrebbe punita con la multa da € 125,00 a € 770,00. Le sanzioni aumenteranno se riguardano più di cinque lavoratori o se la mancata consegna si è verificata in almeno 5 mensilità (da € 200,00 a € 1.000,00); se riguardano più di 10 lavoratori e più di 10 mensilità le sanzioni variano da € 500,00 a € 1500,00.

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I certificati medici online

lunedì, settembre 12th, 2011 | Lavoro, Notizie Fiscali, Pubblica Amminiatrazione | Nessun commento

Da domani, martedì 13 settembre, tutti i certificati medici saranno solo online. I datori di lavoro saranno tenuti a controllare le attestazioni di malattia solo con l’utilizzo di sistemi informatici. Passato il periodo transitorio di tre mesi previsto, si entra a regime con la normativa. I lavoratori, quindi, una volta ottenuto dal medico di base il certificato, non dovranno più trasmetterlo o portarlo al datore di lavoro. Resta fermo l’obbligo di tempestiva comunicazione dell’assenza, e le comunicazioni di variazione dell’indirizzo di reperibilità durante l’assenza, anche per le visite di controllo. Il lavoratore è tenuto anche alla comunicazione del numero di protocollo identificativo del certificato inviato dal medico in via telematica. Il processo di trasmissione è il seguente: il medico acquisisce i dati dal lavoratore e li inserisce; riceve dal sistema Sac il numero di protocollo univoco che consente la stampa di una copia del certificato e dell’attestato, che consegna al lavoratore; l’Inps abbina il certificato medico all’azienda e mette a disposizione l’attestato di malattia. Il lavoratore può consultare il certificato sul sito Inps o tramite Pec.

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MALATTIA: certificati medici online prorogati al 13 settembre 2011

venerdì, giugno 17th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

Viene prorogato l’avvio dei certificati medici online per i datori di lavoro privati: l’obbligo scatterà dal 13 settembre. La precisazione è fornita dal Ministero del lavoro nella circolare n. 4 del 18 marzo scorso. La proroga rappresenta un tempo tecnico di tre mesi equivalente al periodo transitorio che ha preso avvio lunedì scorso, giorno della pubblicazione del documento sulla Gazzetta Ufficiale. Terminato il periodo transitorio il datore di lavoro privato non potrà più richiedere al proprio lavoratore l’invio della copia cartacea dell’attestazione di malattia, ma dovrà prendere visione delle attestazioni di malattia dei propri dipendenti avvalendosi esclusivamente dei servizi resi disponibili dall’Inps. È in ogni caso riconosciuta alle aziende la possibilità di richiedere ai propri dipendenti di comunicare il numero di protocollo identificativo del certificato, inviato in via telematica dal medico.

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CASSAZIONE: il TFR di un’azienda acquisita non è avviamento

giovedì, maggio 12th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

La Corte di Cassazione (sentenza n. 8134/11) chiarisce che i debiti riferiti a Tfr del personale dipendente dell’azienda acquisita non configurano un avviamento ammortizzabile e quindi non possono essere fiscalmente dedotti. Per i giudici di legittimità i debiti del Tfr, il preavviso e l’indennità supplettiva discendenti da contratti di agenzia, sono indennità di fine rapporto deducibili dal reddito d’impresa ai sensi dell’articolo 70 del vecchio TUIR, nei limiti del loro accantonamento annuale al relativo fondo. Il codice civile prevede, in caso di trasferimento d’azienda che il rapporto di lavoro continui con l’acquirente; venditore e acquirente sono obbligati in solido per i crediti che i lavoratori avevano al tempo del trasferimento. Nel caso, come quello di specie esaminato dalla Corte, ci sia una semplice assunzione ex lege delle passività a seguito dell’acquisto del ramo d’azienda, tali debiti rappresentano una componente negativa della somma algebrica del valore di scambio dei singoli beni che compongono il ramo d’azienda, ma non costituiscono affatto un avviamento dello stesso.

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LAVORO: il licenziamento per calo di fatturato

giovedì, maggio 12th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 4276 del 22 febbraio 2011, la diminuzione del fatturato può giustificare sotto l’aspetto oggettivo il licenziamento di un dipendente, soprattutto nei casi in cui non ci sia possibilità di ricollocare lo stesso all’interno dell’azienda per lo svolgimento di mansioni adeguate al suo livello. Il giudice non può sindacare la scelta datoriale sotto il profilo dell’opportunità economica, non essendo possibile distinguere, ai fini della legittimità del licenziamento, tra carattere provvisorio o definitivo della diminuzione del fatturato.

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LAVORO: il part-time lo decide il datore di lavoro

venerdì, maggio 6th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

Con la sentenza n. 9769 di ieri, la Corte di Cassazione ha stabilito che il part-time è una scelta discrezionale aziendale, anche se la possibilità di riduzione dell’orario è prevista dal contratto collettivo, e il lavoratore si trovi nelle condizioni indicate come prioritarie. La sentenza chiarisce meglio gli ambiti di competenza dell’imprenditore ed i margini operativi del dipendente. In particolare, al datore spetta in via esclusiva e discrezionale scegliere se l’azienda abbia, o meno, bisogno di prestazioni a tempo parziale e se le richieste avanzate in tal senso dai dipendenti rispondano alle esigenze aziendali. Stabilito che nell’unità produttiva specifica e con riguardo alle mansioni proprie sussiste l’esigenza del tempo parziale, allora la concessione, o la trasformazione del rapporto preesistente non è più discrezionale, ma deve seguire i criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva e dagli accordi integrativi aziendali. Se tali accordi non vengono applicati rispettando i principi di correttezza e buona fede, scatta la legittimazione del dipendente (leso), “ad agire per il risarcimento del danno” anche in forma specifica, per ottenere la trasformazione del rapporto.

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MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO: la mobilità anche ai dipendenti degli studi professionali

mercoledì, marzo 9th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

La risposta all’interpello 10/2011 sollevato da Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e da Confprofessioni interviene sull’orientamento consolidato dei centri per l’impiego che non vogliono iscrivere nelle liste di mobilità i dipendenti degli studi professionali, perchè non licenziati da imprese. La legge 223/91 stabilisce che anche i dipendenti degli studi professionali hanno diritto alla mobilità. L’art. 4 della legge 236/93 indica come destinatari dell’iscrizione nelle liste di mobilità i lavoratori licenziati da imprese, anche artigiane o coop di produzione e lavoro, che occupano anche meno di 15 dipendenti, quando il licenziamento è per giustificato motivo oggettivo riconducibile a riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività lavorativa. La sentenza Ue del 16 ottobre 2003 (C-32/02) ha esteso la nozione di datore di lavoro, affermando che la direttiva 98/59/Ce si applica ai licenziamenti collettivi effettuati da qualunque datore, persona fisica o giuridica; è dunque possibile iscrivere nelle liste anche i dipendenti degli studi, licenziati per riduzione di personale, in quanto in linea con la direttiva 98/59. Oltre che essere iscritti alla lista, questi lavoratori potrebbero aver diritto anche all’indennità di mobilità in deroga, se possono vantare un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di effettivo lavoro.

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CASSAZIONE: licenziamento per giustificato motivo – adibizione a mansioni equivalenti

domenica, marzo 6th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

La Corte di Cassazione – sentenza n. 3040 del 8 febbraio 2011 – si esprime in merito al licenziamento per giustificato motivo e l’impossibilità di adibizione a mansioni equivalenti. I giudici chiariscono che la prova dell’impossibilità di una differente utilizzazione del lavoratore da parte del datore di lavoro non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore, che impugni il licenziamento, una collaborazione nell’accertamento di un possibile reintegro nelle sue mansioni, mediante indicazione dell’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato. A fronte di tale indicazione, il datore di lavoro deve dimostrare la non utilizzabilità nei posti predetti: al fine basta anche solo riferirsi a circostanze indiziarie, come l’assenza di altre assunzioni in relazione alle mansioni del dipendente da licenziare.

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CUD: la certificazione vale per i bonus anche per i rapporti cessati

mercoledì, febbraio 23rd, 2011 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Parlando di CUD e sua compilazione, considerando i premi di produttività soggetti a detassazione, ed in particolare i casi dove il lavoratore deve recuperarla tramite la dichiarazione, la circolare Assonime n. 4/2011 risolve i dubbi intepretativi legati ai rapporti cessati prima dell’emanazione della risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 83 del 17 agosto 2010. Nel dettaglio si sostiene che se il dipendente ha ricevuto dal datore il CUD con gli importi 2010 non detassati può richiedere l’agevolazione fiscale anche senza richiedere una nuova certificazione.

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PREMI DI PRODUTTIVITA’: l’applicabilità alle piccole e micro imprese

venerdì, febbraio 18th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

Secondo quanto spiegato ieri, per poter usufruire dello sconto per premi di produttività (detassazione fiscale del 10%) l’agenzia delle Entrate e il ministero del Lavoro hanno sancito l’obbligo della presenza sindacale per lo stipula del contratto collettivo aziendale o territoriale. Così leggendo sembrerebbero fuori dall’agevolazione i dipendenti delle piccole e micro imprese o piccoli studi professionali nelle cui realtà generalmente non è presente un sindacato. Per ovviare è ammesso il recepimento del contratti territoriali senza necessariamente avere un confronto sindacale diretto. Si opera in questo modo: il datore di lavoro e i lavoratori sottoscrivono un accordo che recepisce il contratto territoriale. Per le aziende non iscritte alle organizzazioni sindacali firmatarie, il recepimento può riguardare anche solo alcune clausole dell’accordo territoriale con espressa esclusione delle altre. E’ però necessario che le parti sociali provvedano tempestivamente a modificare gli accordi territoriali introducendo le clausole che disciplinano la detassazione. Massima libertà, pertanto, a patto che i contratti previsti dalla legge vengano adeguati in fretta per evitare che il blocco del beneficio si protragga per molto tempo.

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LAVORO: sentenza della Cassazione sui casi di licenziamento illegittimo

martedì, febbraio 15th, 2011 | Lavoro | Nessun commento

La Corte di Cassazione – sentenza n. 36 del 3 gennaio 2011 – entra nel merito del diritto del lavoratore illegittimamente licenziato di ottenere, in luogo della reintegrazione nel posto di lavoro, l’indennità sostitutiva prevista dal quinto comma dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. La fattispecie si configura come facoltà alternativa dal lato del creditore, deriva dall’illegittimità del licenziamento e sorge contemporaneamente al diritto alla reintegrazione. Per esercitare l’opzione non è necessario un ordine giudiziale di reintegrazione, è necessario, però, che non sia intervenuta la reintegrazione al posto di lavoro da parte del datore di lavoro, e accettata da parte del lavoratore; l’opzione, infatti, non può essere esercitata in questa ipotesi perché sarebbe in antitesi con la manifestazione di volontà del lavoratore implicita nella dichiarazione di scelta.

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INAIL: pubblicata la guida all’autoliquidazione 2011

martedì, dicembre 21st, 2010 | Lavoro | Nessun commento

Sul proprio sito internet, www.inail.it, l’istituto ha pubblicato la guida all’autoliquidazione 2011. Da quest’anno è esclusivamente in formato elettronico. Le novità di rilievo sono: nel modulo 1031 (la dichiarazione delle retribuzioni) è stata inserita la casella SI (certifico essere in possesso dei requisiti ex lege 296/2006, art. 1, commi 780 e 781); la casella deve essere barrata dalle imprese artigiane per l’ammissione al beneficio della riduzione contributiva in occasione dell’autoliquidazione 2011/2012; nel paragrafo “casi particolari” presente alla sezione informazioni generali, è stato previsto l’obbligo per le aziende artigiane senza dipendenti di presentare la dichiarazione delle retribuzioni, al fine di usufruire della riduzione contributiva; infine, è stato inserito il nuovo paragrafo pagamenti dei premi INAIL modello F24 – Enti Pubblici (EP).

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MODELLI FISCALI: il 770 mensile

mercoledì, novembre 10th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Debutto rimandato per il modello 770 mensile. Il modello vuole la trasmissione dei dati sulle ritenute fiscali dei dipendenti ogni 30 giorni invece che annualmente. Il calendario ufficiale prevedeva l’entrata in vigore del nuovo strumento dal prossimo gennaio, ma non essendo ancora pronto, e necessitando di un periodo di rodaggio (almeno 6 o 8 mesi), è prevista proroga. Sono in fase operativa gli incontri tra Agenzia delle entrate e categorie interessate finalizzate a sciogliere i nodi irrisolti, come per esempio i campi che devono essere presenti nel 770 mensile e le semplificazioni del 770 annuale.

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LAVORO: interessante sentenza della Cassazione sui tempi di vestizione del lavoratore e la loro remunerabilità

lunedì, settembre 27th, 2010 | Lavoro, Sentenze | Nessun commento

La Cassazione consolida il principio della computabilità come orario di lavoro (sentenza n. 19358 – 10 settembre 2010). Esattamente, il tempo impiegato dal lavoratore per indossare la divisa aziendale si considera orario di lavoro. Il caso prende spunto dalla richiesta di retribuzione fatta da un gruppo di dipendenti alla società presso la quale erano assunti del tempo impiegato per transitare al tornello di ingresso, recarsi presso il locale spogliatoio, indossare gli indumenti di lavoro forniti dall’azienda e accedere al reparto per l’inizio del turno, nonché dello stesso tempo impiegato per compiere le operazioni inverse, a fine turno. La Suprema corte, nell’accogliere la sentenza dei giudici di merito impugnata dalla società, ha ritenuto che il tempo necessario per la vestizione costituisse lavoro retribuito, confermando la determinazione in via equitativa della quota oraria attratta nell’alveo del lavoro effettivo.

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LAVORO: l’omessa presentazione all’INPS delle denunce non pregiudica l’obbligo al versamento contributivo, anche se l’azienda è in crisi

sabato, settembre 25th, 2010 | Lavoro | Nessun commento

Il datore di lavoro che omette di presentare denunce contributive all’INPS, evidenzia la sua intenzione di evadere l’obbligo al versamento, in quanto non permette all’istituto i conoscere la sua posizione debitoria rispetto ai rapporti di lavoro. A tale proposito, la struttura oggettiva del reato (omissione o falsità in registrazione o denuncia obbligatoria) non viene affatto modificata dalla carenza di mezzi finanziari da cui derivi la materiale impossibilità per il datore di lavoro di versare i contributi previdenziali ed assistenziali dovuti. L’obbligo di corrispondere i contributi sussiste a prescindere dalla circostanza che in concreto il datore di lavoro non abbia versato ai dipendenti alcuna retribuzione a causa della grave crisi economica della sua azienda.

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Compenso per lavoro notturno

martedì, settembre 14th, 2010 | Lavoro | Nessun commento

E’ utile evidenziare che in base alla Risoluzione n.83/E dell’Agenzia entrate del 17 agosto 2010 è possibile applicare l’imposta sostitutiva sul compenso eventualmente percepito (ossia compenso ordinario più maggiorazione) dai dipendenti in caso di prestazione di lavoro notturno. E’ previsto poi che il datore di lavoro rilasci certificazione per gli anni pregressi (se ricorre la fattispecie), al fine di consentire agli interessati la proposizione di istanza di rimborso. E’ agevolata non soltanto le indennità o le maggiorazioni erogate per prestazioni di lavoro notturno, ma anche il compenso ordinario corrisposto per quella stessa prestazione lavorativa. In ordine alla verificata produttività incrementativa, significativo è il passo secondo cui “l’organizzazione del lavoro a turni costituisce di per sé una forma di efficienza organizzativa”.. Quindi non c’è bisogno – a parere delle Entrate – di verificare la produttività aggiuntiva perché i turni rappresentano “di per sé” maggiore produttività. La Risoluzione infine prevede un obbligo del sostituto del rilascio della certificazione da parte del sostituto, obbligo che non è previsto da alcun provvedimento normativo.

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PREVIDENZA: i limiti “scorrevoli” per andare in pensione

giovedì, luglio 22nd, 2010 | Lavoro | Nessun commento

Secondo il maxiemendamento alla manovra approvato, ora all’esame della Camera, l’aumento, secondo dati ISTAT, della vita media (79 per gli uomini, 84 per le donne) porterà in avanti i requisiti minimi per andare in pensione. Proprio il concetto di “speranza di vita” diventa uno dei cardini per il riconoscimento del trattamento previdenziale. In questo modo la pensione diventerà “scorrevole” e sempre meno ancorata a parametri fissi e certi come hanno imparato a conoscerli almeno un paio di generazioni di italiani. Il tutto finalizzato ad un risparmio di spesa pubblica alla voce welfare. Il nuovo meccanismo vuole un anno in più per andare in pensione nel 2028. In pratica per il trattamento di anzianità un lavoratore dipendente dovrà aver compiuto minimo 62 anni e un autonomo iscritto all’INPS 63 anni. E dodici mesi in più serviranno anche per l’accesso alla prestazione di vecchiaia. Inoltre, le finestre mobili per chi maturerà i requisiti a partire dal 1° gennaio del prossimo anno, vogliono un periodo di stand by di 13 e 19 mesi rispettivamente per dipendenti e autonomi. E nel 2028, l’attesa sarà ulteriormente differita, arrivando anche a oltre un raddoppio dei tempi di permanenza al lavoro. Ed ancora .. dal 2012 le lavoratrici del pubblico impiego dovranno aspettare il compimento dei 65 anni di età per dare l’addio al posto di lavoro.

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