Contabilità

Fatture false: la registrazione in contabilità è già reato

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Concorre nel reato di emissione di false fatture il contribuente che, dopo averle ricevute, le contabilizza, ma non fa in tempo ad inserirle nella dichiarazione perché scoperto prima dal Fisco.
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza 1894 del 18.1.2012, ha, quindi, fornito una restrittiva interpretazione sul concorso tra emissione di fatture false e il loro inserimento in dichiarazione affermando che concorre nel reato di emissione di false fatture il contribuente che, una volta ricevute, le contabilizza ma non fa in tempo a inserirle in dichiarazione, perché scoperto prima dai verificatori.
Per i giudici il concorso scatta se il mancato inserimento in dichiarazione dipende dalla tempestività d’intervento dei verificatori.

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Contabilità: le giacenze per gli Ex-minimi

giovedì, gennaio 12th, 2012 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Le giacenze iniziali degli Ex-minimi non possono essere dedotte dal reddito d’impresa nel 2012 se sono state già dedotte nel periodo precedente, durante il regime dei minimi, con il principio di cassa. Per i contribuenti che entrano nel 2012 nel regime residuale è consentita la detrazione IVA per l’imposta pagata e non detratta sulle merci acquistate e giacenti al 31 dicembre 2011. Se il pagamento non è stato effettuato le giacenze iniziali possono essere rilevate come costo iniziale nella contabilità 2012 (Circolare Agenzia delle entrate 7/E/2008).

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Minimi: uscita dal regime

venerdì, novembre 11th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

I contribuenti minimi che dal 1° gennaio 2012 usciranno dal regime e accederanno alternativamente a quello supersemplifcato o alla contabilità semplificata potranno trovare qualche piccolo vantaggio sul fronte Iva. Esattamente scatterà il diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti e la possibilità di recupero dell’imposta assolta sui beni compresi quelli strumentali e servizi acquistati in vigenza del regime dei minimi quando l’Iva non fu detratta. Saranno fuori dal regime dei minimi i contribuenti che hanno iniziato l’attività prima del 31 dicembre 2007 oppure, se l’hanno iniziata dopo, non rispettano i requisiti di accesso (articolo 27, comma 2 del Dl 98/11), o hanno superato i limiti dimensionali previsti dalla legge 244/07 nel corso del 2011. L’ex minimo che non entra nel regime supersemplificato dovrà istituire i registri Iva e provvedere all’annotazione delle fatture entro i termini previsti dal Dpr 633/72, integrando le registrazioni con le operazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito. Chi, invece, entrerà nel regime supersemplifcato potrà non tenere la contabilità, ma applicherà l’Iva nei modi ordinari versandola annualmente.

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Come registrare le schede carburanti a seguito dell’aumento dell’aliquota IVA ordinaria

lunedì, ottobre 17th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

A seguito del recente aumento al 21% dell’aliquota Iva ordinaria disposto a decorrere dal 17 settembre, con la Legge n. 148/2011, al momento della registrazione della scheda carburante del mese di settembre 2011, ovvero del terzo trimestre 2011, si dovranno prima scorporare i due distinti imponibili ed imposte (20% e 21%), per poi essere sommati, al fine di registrare i totali complessivi dell’imponibile e dell’Iva, ciò almeno ai fini della contabilità generale. Le relative annotazioni di scorporo dell’Iva, con due aliquote, possono essere apposte in qualsiasi spazio libero della scheda carburante, considerato che le principali schede carburanti in circolazione contengono lo spazio solo per lo scorporo di una sola aliquota. Ovviamente, l’imponibile corrispondente all’aliquota del 20% si ottiene dividendo il totale acquisti effettuati fino al 16 settembre 2011 per 1,20 (trovato l’imponibile si applica poi l’Iva del 20%); mentre l’imponibile corrispondente all’aliquota del 21% si ottiene dividendo il totale acquisti effettuati dal 17 settembre per 1,21 (anche in questo caso trovato l’imponibile si applica l’Iva, ma stavolta in misura del 21%).

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Contabilità: il regime dei minimi dopo il Dl 98/2011

venerdì, settembre 9th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Il Dl 98/2011 ha modificato i requisiti per accedere al regime dei minimi. I contribuenti che il prossimo anno non potranno più applicare il regime dei minimi, perché venuti meno i requisiti, entreranno in un regime Iva residuale. Il nuovo regime residuale esonera chi lo adotta: dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva; dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’Iva, deve versare l’eventuale imposta a saldo solo in sede di liquidazione annuale, cioè entro il 16 marzo di ogni anno; dal pagamento dell’Irap. Il regime è naturale, se sono rispettati i requisiti richiesti vi si accede senza dover effettuare alcuna opzione. Si può, comunque,  decidere di optare per l’applicazione del regime contabile ordinario Iva, adottando il regime dei contribuenti minori (contabilità semplificata). L’opzione è valida un triennio e viene comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Dopo questo primo periodo l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

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IAS/IFRS: allo studio un piano per l’uscita

mercoledì, maggio 25th, 2011 | Notizie Fiscali | Nessun commento

E’ allo studio un piano per fare uscire i bilanci individuali dalla cornice Ias/Ifrs; lo si apprende da un documento contabile dell’Oic (Organismo italiano di contabilità). La possibilità varrà per una platea ristretta di società, quelle in delisting o cedute a gruppi non Ias adopter (situazioni eccezionali codificate dal Dl 38/ 2005). Sono, comunque, in corso studi del Ministero dell’economia circa l’opportunità di rendere facoltativo l’utilizzo degli Ias/Ifrs per i conti individuali delle quotate.

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CASSAZIONE: la responsabilità del commercialista in ordine alla tenuta della contabilità

giovedì, aprile 29th, 2010 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Il commercialista che indica in dichiarazione costi non documentati o non inerenti all’anno di imposta di riferimento deve risarcire il contribuente della metà delle sanzioni inflitte dal fisco: lo sancisce la Cassazione con la sentenza n. 9916/10. Il fatto trae spunto dal caso di un commercialista che ha esposto nella dichiarazione del cliente costi non documentati e non inerenti; ha detratto l’ILOR per l’ammontare massimo dell’anno sebbene il cliente avesse operato come imprenditore individuale soltanto per alcuni mesi dell’anno; ha adombrato l’esistenza di un accordo con il cliente per l’appostazione di costi non dimostrati. Sia il Tribunale sia la Corte d’appello hanno condannato il professionista a pagare la metà delle sanzioni applicate dall’erario, e in sede di ricorso in Cassazione anche i giudici di merito hanno ritenuto colpevole il professionista. Questo in virtù del fatto che un professionista è tenuto dal codice di deontologia professionale a tenere un comportamento corretto, il che lo rende responsabile del suo operato; inoltre, per il caso specifico: l’accordo con il contribuente, contrario alla legge e alle regole professionali, non fa venir meno l’obbligo del commercialista a comportarsi correttamente; non rileva in alcun modo la circostanza che il cliente tenesse la sua contabilità in modo disordinato.

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CASSAZIONE: emettere fatture gonfiate è reato

martedì, ottobre 6th, 2009 | Notizie Fiscali | Nessun commento

Con sentenza n. 37583 del 24 settembre 2009, terza sezione penale, la Cassazione interviene sull’emissione di fatture irregolari e gonfiate. Il caso prende spunto dal comportamento di un gruppo societario, che aveva emesso fatture irregolari: secondo la Corte detto “modus operandi” non è sono solo un comportamento elusivo ma anche un vero e proprio reato. Si addiveniva così alla condanna dell’imprenditore che, per l’appunto, all’interno di un gruppo di piccole aziende edili aveva gonfiato delle fatture rispetto ai pagamenti effettivamente corrisposti creando così fondi neri. Secondo la suprema Corte, il reato si individua nella creazione di vantaggi fiscali in capo a società riconducibili all’imprenditore, il quale, attraverso questo sistema, può creare dei fondi in nero in capo a soggetti che godranno di vantaggi. Il reato ipotizzato viene individuato dal legislatore con il Decreto Legislativo n. 74 del 2000.

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