L’OCSE: il dramma lavoro e il caso Italia
L’Ocse diffuso i suoi dati in materia di lavoro con un unico verdetto: la disoccupazione è in crescita al punto tale che, nel primo trimestre 2010, aumenta di 17 milioni di persone. Un dato che diventa ancor più drammatico, come rileva Employmment out look 2010, se si considera che in Paesi come l’Italia c’è un forte ricorso alla Cassa integrazione, che mitiga l’aumento dei disoccupati.
Non solo, il rapporto presentato sull’occupazione 2010, prevede che la ripresa dell’attività economica, non porterà ad una creazione significativa di posti di lavoro, nel breve periodo in quanto, secondo l’Ocse, il tasso di disoccupazione rimarrà pressoché invariato fino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011.
In 31 Paesi monitorati con il tasso medio rilevato dell’8,6%, l’Ocse ha constatato come l’Italia con l’8,7% sia il Paese con il punto più alto del dopoguerra. Si pensi che a fine 2007 il tasso di disoccupazione era del 5,8%, ora, nel primo trimestre 2010, è all’8,7%. Tra l’altro l’Agenzia afferma che la diminuzione del tasso degli occupati è di intensità differente nei vari Paesi U.E. al punto che rimane un’incognita, questo dato, in quanto ci sono anche delle differenze più marcate e consistenti di diminuzione del Pil nei vari Paesi comunitari. Ocse, in Italia un giovane su quattro è senza lavoro e tra gli occupati la metà è precaria.
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