L’ITALIA, L’EUROPA, BONANNI E UN NUOVO PATTO PER L’ITALIA

martedì, dicembre 27th, 2011 | Articoli a pagamento

Monti non lo ritengo né zio, né un incompetente.

Il prof. Monti è una delle persone più autorevoli a livello mondiale. E gli spregiativi, i toni usati dal signor Bonanni, francamente, non  mi sono piaciuti.

Chiedo al segretario generale della Cisl: ma in tutti questi anni, dove è stato? In un altro Paese, alle Bahamas oppure non si è mai posto il problema della crisi mondiale. Caro Bonanni, nato a Bomba in provincia di Chieti, 62 anni di età, diplomato in istituto commerciale, un lungo corso frequentato, nel 1972, presso il “Centro Studi Cisl” di Firenze e un passato da traghettatore filogovernativo, senza distinguere ruoli e competenze, appoggiando a pieno titolo la privatizzazione dell’Alitalia, e intrattenendo, come evidenziato nell’enciclopedia libera Wikipedia, rapporti personali con vari membri il governo di centrodestra in carica, atteggiamento per il quale è stato sottoposto ad aspre critiche e contestazioni”, ebbene, come può ergersi paladino a tutela dei lavoratori e dei più deboli? Ha mai auspicato e/o sollevato e se sì in questi anni, in quali contesti, la risoluzione di problemi di primaria importanza quali la riduzione del debito pubblico, del pareggio di bilancio, della crescita e dell’occupazione, della tassazione delle rendite finanziarie, del sostegno al lavoro e alle imprese, di una riforma fiscale? Ha mai pensato che il più importante investimento al mondo, è sui giovani, sulla ricerca e sulla scuola in generale? Oppure si è perso nei meandri dei salotti televisivi a chiacchierare, parlare, parlare, parlare….mentre il Paese e il sistema economico mondiale era, come lo è attualmente, in preda a una crisi, finanziaria, figlia di una speculazione, e Lei, come altri, ad attendere una sorta di manna, di divina “provvidenza manzoniana” che risolvesse che cosa? Per cortesia, ora un po’ di silenzio e prestate attenzione alle considerazioni di chi, come me, è meno autorevole di altri ma, non per questo, privo di idee e di analisi prospettiche.

Non voglio spingermi oltre, ma desidero soffermare la mia attenzione su alcuni temi che sono stati oggetto di discussione in questi giorni.

E’ finito un ciclo, ma deve terminare, in particolare, quella della conflittualità perché, in questo specifico periodo, incrementa la morsa della crisi e mina sistema paese. Ciò non significa accettare manovre inique, ma lavorare assieme, concertare la strada meno indolore per la realizzazione di riforme strutturali.

Si deve lavorare per colmare il deficit e arrivare al pareggio di bilancio, nel più breve tempo possibile, per rilanciare, nel periodo intermedio, la competitività, la concorrenza, la crescita, i consumi e l’occupazione.

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