L’ITALIA, L’EUROPA, BONANNI E UN NUOVO PATTO PER L’ITALIA
Monti non lo ritengo né zio, né un incompetente.
Il prof. Monti è una delle persone più autorevoli a livello mondiale. E gli spregiativi, i toni usati dal signor Bonanni, francamente, non mi sono piaciuti.
Chiedo al segretario generale della Cisl: ma in tutti questi anni, dove è stato? In un altro Paese, alle Bahamas oppure non si è mai posto il problema della crisi mondiale. Caro Bonanni, nato a Bomba in provincia di Chieti, 62 anni di età, diplomato in istituto commerciale, un lungo corso frequentato, nel 1972, presso il “Centro Studi Cisl” di Firenze e un passato da traghettatore filogovernativo, senza distinguere ruoli e competenze, appoggiando a pieno titolo la privatizzazione dell’Alitalia, e intrattenendo, come evidenziato nell’enciclopedia libera Wikipedia, “rapporti personali con vari membri il governo di centrodestra in carica, atteggiamento per il quale è stato sottoposto ad aspre critiche e contestazioni”, ebbene, come può ergersi paladino a tutela dei lavoratori e dei più deboli? Ha mai auspicato e/o sollevato e se sì in questi anni, in quali contesti, la risoluzione di problemi di primaria importanza quali la riduzione del debito pubblico, del pareggio di bilancio, della crescita e dell’occupazione, della tassazione delle rendite finanziarie, del sostegno al lavoro e alle imprese, di una riforma fiscale? Ha mai pensato che il più importante investimento al mondo, è sui giovani, sulla ricerca e sulla scuola in generale? Oppure si è perso nei meandri dei salotti televisivi a chiacchierare, parlare, parlare, parlare….mentre il Paese e il sistema economico mondiale era, come lo è attualmente, in preda a una crisi, finanziaria, figlia di una speculazione, e Lei, come altri, ad attendere una sorta di manna, di divina “provvidenza manzoniana” che risolvesse che cosa? Per cortesia, ora un po’ di silenzio e prestate attenzione alle considerazioni di chi, come me, è meno autorevole di altri ma, non per questo, privo di idee e di analisi prospettiche.
Non voglio spingermi oltre, ma desidero soffermare la mia attenzione su alcuni temi che sono stati oggetto di discussione in questi giorni.
E’ finito un ciclo, ma deve terminare, in particolare, quella della conflittualità perché, in questo specifico periodo, incrementa la morsa della crisi e mina sistema paese. Ciò non significa accettare manovre inique, ma lavorare assieme, concertare la strada meno indolore per la realizzazione di riforme strutturali.
Si deve lavorare per colmare il deficit e arrivare al pareggio di bilancio, nel più breve tempo possibile, per rilanciare, nel periodo intermedio, la competitività, la concorrenza, la crescita, i consumi e l’occupazione.
Search
Link Principali
Site Links
Ultimi Articoli
Archivio
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
- febbraio 2011
- gennaio 2011
- dicembre 2010
- novembre 2010
- ottobre 2010
- settembre 2010
- agosto 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- agosto 2009
- luglio 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- aprile 2009
- marzo 2009
- febbraio 2009
- gennaio 2009
- dicembre 2008
- novembre 2008
- ottobre 2008
- settembre 2008