IL CREDIT CRUNCH E LA CRISI DEL SISTEMA AZIENDA MADE IN ITALY

domenica, febbraio 19th, 2012 | Articoli a pagamento, Notizie Fiscali

Che le banche abbiano avviato una stretta nei loro impieghi, non lo scopriamo adesso e non si dovevano attendere i dati relativi al credito bancario di dicembre 2011.

Ha fatto bene il governatore di Bankitalia, ieri al convegno di Parma, redarguire il sistema bancario, per l’atteggiamento assunto dai singoli istituti di credito nei confronti delle aziende e delle famiglie, ma mi fa specie che, il massimo esponente lo faccia ora, dopo che molti buoi sono scappati dalla stalla.

Se il governo sta lavorando con scelte rapide, ponendo solide basi per la crescita, per ridare credibilità internazionale ad un Paese messo all’angolo e sbeffeggiato da chi ha governato in precedenza, pensando ai divertimenti, agli “svaghi”, alle “notti brave” e cercando di risolvere, con colpi di spugna parlamentare, personali beghe giudiziali, se l’esecutivo è seriamente impegnato sulla semplificazione, sulla lotta all’evasione, sulla riforma del mercato del lavoro,  puntando al pareggio di bilancio nel 2013/14, allora il sistema bancario deve fare bene la sua parte, cercando di allocare il credito  con una “acuita capacità selettiva” e impiegare, a favore dell’impresa, l’immensa liquidità messa a disposizione dalla Bce e utilizzata sempre più largamente dalle banche italiane, in primis Unicredit e Intesa Sanpaolo, per “mantenere elevato il finanziamento dell’economia”.

Nel mese di dicembre 2011, il sistema bancario ha acquisito un altro merito, senza precedenti nella storia d’Italia: un crollo di 20 miliardi di euro, non impiegato a favore delle imprese.

Al Forex di Parma, il governatore ha ricordato che “bisogna saper fare bene i banchieri, anche quando le cose vanno male”.

In altre parole, il credito alle imprese che fino a novembre ha subito un notevole rallentamento, ora si è pressoché bloccato, anche se favorito dalla forte volatilità di fine anno. In ogni caso anche a gennaio 2012 persiste questa contrazione del credito, mentre il credito alle famiglie è “solo leggermente diminuito”, tuttavia, in generale, resta “un irrigidimento nelle condizioni di offerta dei prestiti”.

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