Sentenze

La CTP di Bari si è espressa in tema di definizione delle liti fiscali minori

lunedì, febbraio 20th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La sentenza n. 35/15/2012 della CTP di Bari si esprime in materia di liti fiscali minori “potenziali”. Il caso parte dal ricorso di un contribuente avverso l’avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle entrate circa la revoca delle agevolazioni fiscali previste dalla legge 604/1954 su formazione o arrotondamento della piccola proprietà contadina. La motivazione adotta dal contribuente verteva  sul rilievo che in pendenza del termine di proposizione del ricorso era entrato in vigore l’articolo 39 del D.L. 98/2011 che prevedeva la possibilità di definire le liti fiscali di valore non superiore a 20 mila euro e disponeva la contestuale sospensione di tutti i termini processuali. Il Collegio ha respinto il ricorso, rammentando che la definizione agevolata delle liti fiscali pendenti con importo di contestazione non superiore a 20 mila euro, ha riguardato esclusivamente le liti “pendenti al 1° maggio 2011”, con ciò escludendo quelle solamente potenziali che, come nel caso in esame, sono state instaurate successivamente a detta data. Bisognerà vedere, ora, vista la proroga di quella definizione alle liti pendenti al 31 dicembre 2011, se la controversia in oggetto può essere ancora definibile in via agevolata nonostante la declaratoria di inammissibilità del ricorso; sarà utile verificare che ricorrano tutte le altre condizioni previste dalla legge e che, nel caso specifico, l’avviso di liquidazione abbia natura di atto impositivo e non liquidatorio.

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Niente Irap per il professionista che solo occasionalmente si avvale di co.co.co.

giovedì, febbraio 16th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Non deve pagare l’Irap il professionista che si avvale di personale occasionale nell’esercizio della propria attività.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1941 del 10.2.2012, che, peraltro, si contrappone alla precedente decisione emessa dalla stessa Corte Suprema (n. 23906 del 2011), con la, invece, sosteneva l’assoggettamento ad Irap del lavoratore autonomo che esercita la propria attività utilizzando, anche occasionalmente, co.co.co..

Adesso, quindi, la Cassazione ritiene che l’occasionalità del lavoro altrui dia comunque diritto al professionista all’esenzione dall’Irap. La vicenda si é basata sull’impiego di “lavoro altrui”, laddove il giudice di merito ha accertato la sporadica assistenza da parte di terzi, cioè la occasionalità dell’impiego di lavoro altrui, che esclude, secondo la costante giurisprudenza la sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.

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Cassazione: la deducibilità dei contributi versati per il riscatto della laurea

giovedì, febbraio 16th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La pronuncia n. 1569 del 3 febbraio 2012 – Corte di Cassazione – afferma il principio secondo il quale i contributi volontari versati per il riscatto del periodo di laurea sono deducibili per intero dal reddito personale solo se versati successivamente al 1° gennaio 2001. Si tratta di una interpretazione sistematica degli artt. 13 e 16 del Dl 47/2000, e dell’art. 10, co. 1, lettera e), del TUIR. L’art. 13 del Dl 47/2000, nel modificare l’art. 10, co. 1, lettera e), del TUIR, in materia di oneri deducibili, ha esteso la deducibilità integrale, originariamente prevista solo per i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, “…anche a quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”. Il successivo art. 16, ha poi previsto che dette disposizioni si applicano per i contratti stipulati o rinnovati nonché per i premi versati dalle forme pensionistiche complementari gestite mediante convenzioni assicurative a decorrere dal 1° gennaio 2001”. I contributi volontari versati prima del 1° gennaio 2001, secondo l’art. 13-bis del TUIR, sono deducibili in modo parziale nel limite del 19% e per un ammontare complessivo non superiore a 1.291,14 euro, per ciascun periodo d’imposta .

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Società non operative: sentenza della CTR Lombardia

giovedì, febbraio 16th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTR della Lombardia, con la pronuncia 170/28/11, ha chiarito che una società può disattendere il provvedimento di rigetto dell’istanza di disapplicazione del regime delle non operative e dimostrarne l’infondatezza con l’impugnazione dell’avviso di accertamento. Per farlo, deve provare di non essere un mero strumento di gestione patrimoniale nell’interesse dei soci. Nel caso esaminato, le ragioni di dissenso contro il rifiuto, sono state eccepite al ricevimento dell’avviso di accertamento con il quale è stata contestata la mancata applicazione della determinazione presuntiva del reddito stabilita dalla normativa sulle società non operative. La pronuncia precisa che l’elemento per qualificare “di comodo” una società consiste nell’utilizzo dello strumento societario come uno “schermo” per nascondere il vero proprietario di determinati beni. Nel caso specifico erano state chiarite le dinamiche sottese al progetto imprenditoriale intrapreso dai due soci (due società a responsabilità limitata) e gli eventi contingenti che ne avevano caratterizzato lo sviluppo. Inoltre, a sostegno della tesi, la società aveva precisato di aver superato il test di operatività nel periodo d’imposta precedente e in quelli successivi all’annualità oggetto di accertamento, rilevando come tale ultima circostanza dovrebbe essere già sufficiente per dimostrare l’esistenza di un’attività imprenditoriale vera ed escludere, quindi, la non operatività della società.

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Sicurezza del lavoro: in caso di appalto occorre la verifica del DUVRI

giovedì, febbraio 16th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La sentenza n. 5420/2012 della Corte di Cassazione – sezione penale – entra nel merito della responsabilità aziendale in materia di sicurezza sul lavoro, nei casi di appalto. Secondo quanto si legge, la mancata elaborazione del documento unico di valutazione dei rischi (DUVRI), con la conseguente omessa valutazione dei rischi derivante dalle interferenze lavorative tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore, è un fatto di per sé produttivo di responsabilità, nel caso in cui si verifichi un infortunio. Il personale della ditta appaltatrice deve essere messo in condizioni di conoscere, tramite il DUVRI redatto dall’appaltante, tutti i rischi cui può andare incontro quando opera in quel luogo di lavoro. Quando viene appaltato un servizio non è mai ammessa la cessione della responsabilità in capo all’appaltatore: questa esclusione di responsabilità può verificarsi solo quando sussiste piena e assoluta autonomia organizzativa e dirigenziale del fornitore.

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Cassazione: risponde Equitalia della cartella nulla

venerdì, febbraio 3rd, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, RISCOSSIONE, Sentenze | Nessun commento

La sentenza n. 1532 del 2 febbraio 2012 della Corte di Cassazione si esprime a sfavore di Equitalia, condannandola al pagamento delle spese, in merito al giudizio di una cartella nulla. Nella sentenza si asserisce che la nullità della cartella di pagamento non preceduta dalla notifica dell’atto presupposto, può essere eccepita dal contribuente indifferentemente contro l’amministrazione o la società di riscossione, non sussistendo il litisconsorzio necessario. Il fatto: il giudizio era stato proposto dall’Ente impositore contro una sentenza della CTR Toscana, che aveva accolto il ricorso di un contribuente avverso cartelle di pagamento relative a tasse automobilistiche. Dette cartelle erano state recapitate senza che la società di riscossione avesse prima proceduto alla notifica degli atti impositivi ad esse presupposti. Equitalia puntava sull’erroneità della sentenza impugnata, laddove aveva ritenuto la legittimazione passiva del concessionario per la riscossione. Riteneva che l’agente può essere parte del giudizio solo quando la contestazione abbia ad oggetto la validità o la regolarità degli atti esecutivi da esso predisposti. La Corte ha osservato che: “in materia tributaria, l’omessa notifica di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto successivo; l’azione del contribuente, diretta a far valere la nullità detta, può essere svolta indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario alla riscossione, essendo rimessa al concessionario, ove evocato in lite, la facoltà di chiamata nei riguardi dell’ente medesimo”.

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Cassazione penale: la mancata realizzazione del bene oggetto di finanziamento agevolato

venerdì, febbraio 3rd, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Corte di cassazione (sentenza n. 2892 del 24 gennaio 2012) chiarisce che, nell’ipotesi di finanziamenti finalizzati alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali, i soci dell’azienda rispondono del danno verso l’amministrazione erogatrice in caso di mancata realizzazione del progetto. La condanna per truffa aggravata arriva a carico di una Spa nei cui confronti la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia aveva stanziato aiuti agli investimenti, consistenti in agevolazioni sui mutui stipulati tra imprese e istituti bancari convenzionati con l’amministrazione stessa. In particolare, la società aveva ottenuto un mutuo agevolato per l’acquisto di un prefabbricato per il deposito di attrezzature e per l’acquisto di vari macchinari. In sede di verifica, un funzionario dell’Istituto di credito si accorgeva dell’assenza in azienda dei macchinari oggetto di finanziamento. Da qui la denuncia e la condanna da parte dei giudici di Cassazione.

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I benefici fiscali della legge Visco sui beni strumentali

martedì, gennaio 31st, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Corte di Cassazione (sentenza n. 650 del 18 gennaio 2012) chiarisce che i benefici fiscali proposti dalla legge 133/99 (cd. legge Visco) possono essere goduti dalla società, a partire dall’esercizio in cui il bene è diventato ammortizzabile. Secondo i giudici: “l’investimento, ai fini di detta agevolazione, si computa nell’esercizio a partire dal quale il bene diventa ammortizzabile ai sensi dell’art. 67, primo comma del TUIR, in quanto la semplice scelta contrattuale di frazionare il pagamento del prezzo in ratei parziali e anticipati, correlati agli stati di avanzamento lavori, non implica di per sé che le somme corrisposte e i reciproci costi per l’effetto sostenuti siano da considerare imputabili per competenza al periodo d’imposta dell’avvenuto pagamento”.

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Accertamento: la forfetizzazione dei costi

lunedì, gennaio 30th, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Corte di Cassazione (sentenza n. 1166 del 27 gennaio 2012) ha stabilito che, qualora il contribuente abbia omesso di presentare la dichiarazione dei redditi e l’Amministrazione proceda con il metodo induttivo all’accertamento del reddito, quest’ultima deve tener conto anche dei componenti negativi di reddito emersi dagli accertamenti compiuti. Le limitazioni previste dall’art. 74, in materia di prova dei costi e oneri ai fini dell’accertamento analitico/induttivo, non trovano applicazione, poiché la norma disciplina il caso di dichiarazione presentata infedele e non omessa.

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Corte Costituzionale: la doppia contribuzione INPS per i soci di Srl

domenica, gennaio 29th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Secondo la Corte costituzionale – sentenza 15/2012 – il socio di una Srl commerciale che lavora nella società e riveste anche la carica di amministratore deve pagare, per la prima attività, i contributi alla gestione commercianti INPS e, per la seconda, alla gestione separata dei collaboratori. E’ un altro tassello alla querelle storica sulla questione doppia contribuzione. L’INPS ha sempre asserito che soci di Srl commerciali, che esercitano anche il compito di amministratori, sono obbligati alla doppia contribuzione. Il contenzioso è stato ricco: le Corti di merito avevano dato ragione all’Istituto, invece la Cassazione con una sentenza a sezioni unite (3240/2010) si era contrapposta. Il Dl 78/2010 ha chiarito che il principio della prevalenza per definire la gestione destinataria della contribuzione si applica solo per le attività autonome esercitate in forma d’impresa da commercianti, artigiani e coltivatori diretti. Sono esclusi i rapporti di lavoro che richiedono l’iscrizione alla gestione separata.

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Valutazione immobili: ancora bocciati gli accertamenti basati sui valori OMI ed extramutuo

domenica, gennaio 29th, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Sulla base di quanto stabilito, per ultimo, dalla Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, sentenza n. 488/01/11, non si può determinare il maggiore valore di un immobile basandosi solamente sui valori OMI e sul mutuo erogato all’acquirente ma servono anche altri riscontri.
Si tratta di una problematica molto diffusa, poiché il fisco tende ad emettere avvisi di accertamento dopo la vendita di immobili sulla base dei valori determinati dall’OMI (osservatorio del mercato immobiliare) e di un mutuo di importo superiore al prezzo di acquisto.
In tale contesto, il contribuente si difende sostenendo che le valutazioni dell’OMI siano prive di valore, tranne che non siano supportate da altri riscontri. La circostanza che il mutuo sia stato stipulato per un importo superiore all’immobile acquistato non costituisce un ulteriore riscontro.
La tesi viene così accettata dalle Commissioni tributarie, come nel caso della suddetta sentenza, anche perché gli stessi uffici dell’Amministrazione finanziaria consigliano ai propri verificatori di non avvalersi solo di tali riscontri.

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La Cassazione penale sull’occultamento delle scritture contabili

mercoledì, gennaio 25th, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Corte di Cassazione – sezione penale – con la sentenza n. 2698 del 23 gennaio 2012, si è espressa in merito all’occultamento delle scritture contabili. Esattamente: l’imprenditore risponde del reato di occultamento delle scritture contabili anche nel caso in cui la contabilità venga ricostruita mediante controlli incrociati con fornitori e clienti. Il caso parte da una verifica della Guardia di Finanza presso un contribuente, da cui emergeva che le scritture contabili, raffrontate con quelle di imprese fornitrici e clienti, presentavano delle differenze tra l’ammontare complessivo imponibile risultante dalle fatture esibite dall’imputato e quello annotato nella contabilità di dette imprese. Per i giudici il contribuente ha commesso reato di occultamento delle scritture contabili. La sentenza ha ribadito il principio di diritto secondo cui: “integra il delitto di distruzione od occultamento di scritture anche l’omessa tenuta della documentazione contabile”; ed ancora “il delitto di distruzione od occultamento di scritture contabili o documenti obbligatori, non richiede, per la sua integrazione, che si verifichi in concreto una impossibilità assoluta di ricostruire il volume d’affari o dei redditi, al fine basta una impossibilità relativa” e, nel caso in specie, si è potuto ricostruire grazie all’esame della documentazione tenuta dalle aziende clienti o fornitrici di quella verificata.

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Cassazione: illegittima l’ispezione presso l’abitazione dell’amministratore della società

mercoledì, gennaio 25th, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Secondo la sentenza n. 631 del 18 gennaio 2012 della Corte di cassazione è illegittima l’ispezione presso l’abitazione dell’amministratore della società se non sussistono gravi indizi di evasione. Il caso parte dalla notifica di avvisi di accertamento IRPEF – ILOR ad un contribuente-società, a seguito dei quali la Guardia di Finanza, chiedendo autorizzazione al Procuratore della Repubblica aveva avuto accesso presso l’abitazione privata dell’amministratore. Il contribuente proponeva ricorso avverso i provvedimenti; tali ricorsi venivano disattesi dalla Ctp di Verona e ribaltati dalla Ctr di Verona. L’Ufficio, allora, ricorreva in Cassazione. Secondo la Ctr l’accesso all’abitazione privata è condizionata all’esistenza di gravi indizi di violazioni tributarie, ed è soggetta al parere del  giudice tributario in ordine alla effettiva esistenza degli indizi stessi. Non essendo negli atti di causa la copia della nota con cui la Guardia di Finanza aveva chiesto al locale Procuratore della Repubblica l’autorizzazione all’accesso presso l’abitazione privata, non era  possibile verificare l’effettiva sussistenza di detti indizi. I giudici di Cassazione hanno respinto il ricorso dell’Ufficio sostenendo che l’accesso presso l’abitazione privata del contribuente è sempre soggetto alla presenza di indizi gravi. Nel caso esaminato erano presenti vizi formali che coinvolgevano anche lo stesso provvedimento autorizzativo emesso dal PM in difetto di gravi indizi di violazione di norme tributarie.

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Dichiarazioni 2012: il riporto delle perdite in caso di trasformazione societaria

mercoledì, gennaio 25th, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

In caso di trasformazione societaria (da società di capitali a società di persone) il riporto delle perdite può avvenire con le regole IRES. E’ quanto si legge nelle istruzioni al modello Unico società di persone. Quindi, le società trasformate, non hanno nessun limite temporale e tetto dell’80% alla compensazione delle perdite, la trasformazione non rende applicabili le disposizioni previste dal’art. 8 del TUIR, cioè, per le imprese in contabilità ordinaria, il riporto a nuovo del risultano negativo per l’intero importo e per i successivi cinque esercizi.

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L’accertamento con adesione è valido anche senza la fase del contraddittorio

mercoledì, gennaio 25th, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

E’ legittimo l’atto impositivo e la conseguente cartella di pagamento anche se l’Ufficio non abbia attivato la fase del contradditorio sull’istanza di accertamento con adesione presentata dal contribuente.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione,  l’ordinanza n. 29127 del 28.12.2011, che ha, così, accolto la tesi interpretativa portata avanti dall’Ufficio delle Entrate.
Pertanto, a parere della Suprema Corte, l’attivazione del contraddittorio non è un obbligo ma una facoltà discrezionale da esercitare in relazione alla decisività degli elementi posti a base del controllo fiscale.
La mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell’istanza di accertamento con adesione (ex art. 6 del D.Lgs. 218/1997) non comporta, quindi, la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli uffici

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False fatturazioni: la Cassazione si esprime con una nuova sentenza

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La sentenza n. 1376 del 17 gennaio 2012 della Corte di Cassazione pone un altro tassello ai casi di falsa fatturazione. Secondo la Corte in caso di false fatture, per evasioni di imposta superiori a 150 mila euro, vanno applicate anche le pene accessorie. La sentenza annulla quanto previsto dalla manovra di ferragosto; si legge: “sebbene il Dl n. 138/2011 abbia abrogato il 3° c. dell’art. 8 del Dl n. 74/2000, la circostanza (di falsa fatturazione) non assume rilievo, atteso che lo stesso art. 2 del Dl ha cronologicamente limitato l’applicazione delle nuove disposizioni introdotte ai fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione”.

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Corte di Cassazione: le conseguenze delle fatture soggettivamente inesistenti

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Corte di Cassazione si esprime sulle conseguenze derivanti da fatture soggettivamente inesistenti. Nella sentenza n. 647 del 12 gennaio 2012 afferma i principio secondo cui un fase cautelare, in presenza di contestazione relativa a fatture soggettivamente inesistenti, non è possibile escludere la sussistenza del “fumus” della dichiarazione infedele anche tema di imposte indirette. La ragione è riferibile all’invalidità degli importi dichiarati come elementi passivi, elementi che dovranno necessariamente passare al vaglio di ulteriori accertamenti. Non da meno il fatto che, in base all’ex art. 8 del Dl 75/2000, la falsa indicazione dell’acquirente consente a terzi l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

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Accertamento: gerico più importante delle presunzioni

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTP di Bari (sentenza n. 214/15/11) afferma che è illegittimo l’accertamento induttivo fondato su presunzioni semplici che si discostano dai risultati degli studi di settore, considerati più affidabili di altri metodi. Il fatto: contro un contribuente vengono accertati maggiori redditi per l’anno d’imposta 2005 sulla base di un maggiore indice di rotazione di magazzino. La presunzione partiva da una verifica delle giacenze effettuata dalla Guardia di finanza per l’esercizio 2008, per il quale era stato rilevato un maggior imponibile per una diversa determinazione delle rimanenze. Rilevando un indice di rotazione del 2005 risultante dagli studi di settore presentati inferiore rispetto a quello determinato per l’esercizio 2008, l’ufficio ha ricalcolato il nuovo reddito imponibile con quest’ultimo dato. Nel ricorso presentato dal contribuente si contestava la fondatezza dell’atto perché basato su presunzioni semplici che, oltre a essere prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, erano disattese proprio dal risultato degli studi di settore del 2005. La CTP di Bari ha accolto il ricorso evidenziando come fosse “inverosimile” che l’indice di rotazione di magazzino rilevato nel terzo anno successivo (2008), potesse coincidere con quello pregresso (2005), come se l’attività del ricorrente fosse rimasta “invariata” per quasi un quadriennio.

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La risposta al questionario del contribuente inverte l’onere della prova al Fisco

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Se il contribuente risponde al questionario dell’Amministrazione Finanziaria e fornisce poi altre informazioni, in sede di contenzioso, tocca all’ufficio provare l’incompletezza e l’idoneità delle notizie fornite e che quanto comunicato prima non sia più utilizzabile.

Peraltro, le singole indicazioni richieste nelle risposte del questionario non devono necessariamente essere esatte.

L’ufficio delle Entrate aveva contestato dei costi deducibili invitando il contribuente a rispondere a un questionario, adempimento prontamente eseguito dallo stesso contribuente.

Nonostante ciò, è stato emesso l’accertamento fiscale poiché il citato contribuente non ha risposto correttamente ad alcune domande.

A questo punto, l’atto impositivo viene impugnato di fronte alla Commissione Tributaria Provinciale che, tuttavia, respinge l’istanza.

La decisione viene poi ribaltata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che ha annullato l’avviso di accertamento.

Tale decisione favorevole al contribuente è adesso stata confermata dalla Corte di Cassazione che ha, così, respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

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Accertamento: l’onere probatorio spetta al Fisco

domenica, gennaio 15th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 263 del 12 gennaio 2011, sancisce che l’onere della prova, in caso di contraddittorio derivante da accertamento delle imposte sui redditi attraverso la richiesta di informazioni e documenti tramite questionario, spetta al Fisco. Esattamente: “è l’Amministrazione finanziaria a dover contestare in modo specifico la completezza, la veridicità, l’idoneità probatoria, la qualificazione giuridica del fatto rappresentato, la correttezza in termini di effettiva deducibilità dei costi documentati”. Solo dopo questa fase può sorgere, in capo al contribuente, l’onere di fornire le prove che smentiscano le contestazioni dell’Ufficio.

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