CTR Lombardia

CTR Lombardia: esenzione Ici per le scuole paritarie

mercoledì, novembre 7th, 2018 | Articoli, Economia, Finanza, Giustizia, Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Secondo quanto attestato dalla recente sentenza della CTR Lombardia riguardante un caso di esenzione Ici (n. 440 del 18 ottobre 2018), spetta l’esenzione all’immobile di proprietà della scuola paritaria, secondo quando previsto dall’art. 7 del Dl 504/1992, modificato dal Dl 1/2012 e Dm 200/2012. Se il Comune vuole revocare l’agevolazione deve avviare prioritariamente il contraddittorio.

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CTR: il breve ritardo del pagamento di una rata non pregiudica la dilazione

Secondo quanto asserito dalla settima sezione della CTR Lombardia nella sentenza n. 2925 depositata il 26 giugno u.s., il breve ritardo del pagamento di una rata da adesione, mediazione, acquiescenza, conciliazione giudiziale non pregiudica il piano di dilazione.

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Lotta all’evasione abolendo il contante

Secondo quanto affermato dal presidente della Ctr Lombardia, nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario tributario 2018, che si è svolta sabato scorso al palazzo di giustizia di Milano, la vera arma per combattere l’evasione è l’abolizione del contante. Passare a un sistema cashless consentirebbe all’erario di recuperare fino a 27 miliardi di euro all’anno tra Iva e imposte dirette oggi nascosti nella fascia di economia sommersa, soprattutto nei micropagamenti in nero.

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Bollo auto leasing: il responsabile è l’utilizzatore

sabato, novembre 21st, 2015 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTR Lombardia, nella sentenza n. 3526/27/2015 del 19 giugno 2015, ha stabilito che, in caso di leasing, responsabile al versamento del bollo auto è solo l’utilizzatore.

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Commissioni tributarie: nessuna sanzione per omessa autofatturazione in reverse charge

sabato, settembre 12th, 2015 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La sentenza n. 2084/12/15 della Commissione Tributaria Regionale di Milano ha attestato che non è dovuta alcuna sanzione in caso di omessa autofatturazione in presenza di reverse charge. La “mancanza” non genera una maggiore imposta dovuta, quindi costituisce una mera violazione formale che non può essere soggetta alle sanzioni proporzionali previste dal D.Lgs. 471 del 1997 per assenza di danno erariale.

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Raddoppio termini di accertamento “allargato”

lunedì, agosto 17th, 2015 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

E’ previsto il raddoppio dei termini senza sconti in presenza di reato tributario. Per estendere il periodo accertabile dal fisco è sufficiente che nell’arco di tempo considerato vi sia stata una violazione penalmente rilevante, a prescindere dal fatto che la denuncia sia stata effettivamente trasmessa in Procura o sia stata formulata l’imputazione a carico del contribuente. E il raddoppio dei termini, diversamente da quanto affermato dalla Cassazione nella sentenza n. 4906/2015, opera anche ai fini Irap. Così ha disposto la Ctr Lombardia nella sentenza n. 2573/13/15, depositata il 10 giugno 2015.

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Irap: il doppio studio del medico non fa scattare l’imposizione

lunedì, agosto 17th, 2015 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

In materia di Irap la Ctr Lombardia, sezione staccata di Brescia, con la sentenza n. 2646/67/15, depositata lo scorso mese di giugno, aggiunge un altro punto a favore del contribuente sulla questione dell’assoggettabilità o meno a Irap dei medici, categoria per la quale spesso le normative regionali prevedono l’obbligo di apposite dotazioni minime. Nel caso di doppio studio del medico, non scatta l’imposizione Irap. Avere a disposizioni due sedi di modeste dimensioni anziché una rappresenta solo un migliore servizio all’utenza, ma non integra il requisito dell’autonoma organizzazione richiesto dall’articolo 2 del Dl n. 446/1997.

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CTR Lombardia: atti nulli dei dirigenti decaduti

sabato, maggio 23rd, 2015 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTR Lombardia torna sulla questione atti firmati dai dirigenti decaduti, e lo fa nella sentenza n. 2184/13/15, depositata il 19 maggio, che segna il primo precedente in appello sulla controversa questione. Gli atti firmati dai dirigenti decaduti dell’Agenzia delle Entrate sono illegittimi; la nullità può essere rilevata, anche d’ufficio, in ogni grado e momento della lite. In primo grado si erano avute fino ad ora pronunce discordanti, ma la CTR è categorica: per gli atti firmati dai dirigenti incaricati decaduti a seguito della decisione della Consulta “non sembra esservi ombra di dubbio sulla caducità, anche alla luce della giurisprudenza di legittimità succedutasi negli anni”.

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Studi di settore: sentenza su coerenza e congruità della Ctr Lombardia

giovedì, gennaio 15th, 2015 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Secondo quanto afferma la Ctr Lombardia nella sentenza 5136/64/14, gli studi di settore legittimano un accertamento quando registrano gravi incongruenze tra i ricavi/compensi dichiarati e quelli derivanti dagli stessi studi. I requisiti precisi di dette incongruenze che legittimano l’accertamento sono: gravità, precisione e concordanza. Il presupposto della grave incongruità dei ricavi cade in caso di coerenza degli indici economici: l’una smentisce l’altra.

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Accertamento: il raddoppio dei termini non vale per l’IRAP

domenica, aprile 13th, 2014 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Una sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, la n. 255/30/2014, ha affermato che il raddoppio dei termini per l’emissione dell’accertamento, così come previsto per le imposte sui redditi e l’IVA, non opera con riferimento all’IRAP perché le violazioni inerenti a tale tributo non hanno rilevanza penale.

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Commissioni Tributarie: è nulla la rettifica senza verbale

sabato, giugno 1st, 2013 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Dalla sentenza n. 32/22/13 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia emerge che è nulla la rettifica senza verbale. Esattamente, è illegittimo, pertanto va annullato, l’avviso di accertamento emesso a seguito di un controllo sostanziale per imposte dirette e IVA se le risultanze non sono state riportate in un verbale comunicato al contribuente.

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Accertamento: stop a Gerico per motivi di salute

domenica, maggio 26th, 2013 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTR Lombardia, nella  sentenza n. 56/30/13 pubblicata il 9 aprile scorso, dà ragione al contribuente in merito l’impugnazione di un avviso di accertamento per IVA, IRPEF e IRAP 2003, con il quale si contestavano maggiori ricavi per 15.408 euro rispetto a quelli dichiarati. Il giudizio della Commissione disattende le risultanze matematiche di Gerico; nel caso specifico l’imprenditore aveva subito un intervento chirurgico con conseguente diminuzione della capacità di produrre ricavi. Ebbene, nella fattispecie descritta un contribuente non può essere assoggettato a studi di settore.

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Commissioni Tributarie: lo scostamento reddituale rispetto alla media è presunzione semplice

giovedì, luglio 5th, 2012 | Economia, Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento

Secondo la CTR Lombardia (sentenza n. 72/65/2012) lo scostamento della redditività rispetto a quella media riscontrabile in aziende del medesimo settore può costituire solo una presunzione semplice, insufficiente a provare la fondatezza dell’accertamento; è necessario integrare tali scostamenti con altri elementi. Alcuni uffici dell’Agenzia delle Entrate potrebbero, in base a tale pronuncia, non perseverare sull’utilizzo di metodologie a tavolino che rettifichino i ricavi d’impresa perché alcuni indici dichiarati dai contribuenti non sono in linea con quelli delle medie di settore. Si sono verificati casi in cui sono state operate rettifiche anche in presenza di congruità e coerenza rispetto agli studi di settore.

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Società non operative: sentenza della CTR Lombardia

giovedì, febbraio 16th, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

La CTR della Lombardia, con la pronuncia 170/28/11, ha chiarito che una società può disattendere il provvedimento di rigetto dell’istanza di disapplicazione del regime delle non operative e dimostrarne l’infondatezza con l’impugnazione dell’avviso di accertamento. Per farlo, deve provare di non essere un mero strumento di gestione patrimoniale nell’interesse dei soci. Nel caso esaminato, le ragioni di dissenso contro il rifiuto, sono state eccepite al ricevimento dell’avviso di accertamento con il quale è stata contestata la mancata applicazione della determinazione presuntiva del reddito stabilita dalla normativa sulle società non operative. La pronuncia precisa che l’elemento per qualificare “di comodo” una società consiste nell’utilizzo dello strumento societario come uno “schermo” per nascondere il vero proprietario di determinati beni. Nel caso specifico erano state chiarite le dinamiche sottese al progetto imprenditoriale intrapreso dai due soci (due società a responsabilità limitata) e gli eventi contingenti che ne avevano caratterizzato lo sviluppo. Inoltre, a sostegno della tesi, la società aveva precisato di aver superato il test di operatività nel periodo d’imposta precedente e in quelli successivi all’annualità oggetto di accertamento, rilevando come tale ultima circostanza dovrebbe essere già sufficiente per dimostrare l’esistenza di un’attività imprenditoriale vera ed escludere, quindi, la non operatività della società.

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La risposta al questionario del contribuente inverte l’onere della prova al Fisco

domenica, gennaio 22nd, 2012 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento

Se il contribuente risponde al questionario dell’Amministrazione Finanziaria e fornisce poi altre informazioni, in sede di contenzioso, tocca all’ufficio provare l’incompletezza e l’idoneità delle notizie fornite e che quanto comunicato prima non sia più utilizzabile.

Peraltro, le singole indicazioni richieste nelle risposte del questionario non devono necessariamente essere esatte.

L’ufficio delle Entrate aveva contestato dei costi deducibili invitando il contribuente a rispondere a un questionario, adempimento prontamente eseguito dallo stesso contribuente.

Nonostante ciò, è stato emesso l’accertamento fiscale poiché il citato contribuente non ha risposto correttamente ad alcune domande.

A questo punto, l’atto impositivo viene impugnato di fronte alla Commissione Tributaria Provinciale che, tuttavia, respinge l’istanza.

La decisione viene poi ribaltata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che ha annullato l’avviso di accertamento.

Tale decisione favorevole al contribuente è adesso stata confermata dalla Corte di Cassazione che ha, così, respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

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