Archive for aprile, 2018

Precompilata: dal 2 maggio si può intervenire

Dal 2 maggio, e fino al 23 luglio (termine ultimo), il 730 potrà essere accettato, modificato e inviato. Il modello Redditi, invece, potrà essere modificato sempre dal 2 maggio, ma trasmesso dal 10 maggio al 31 ottobre.

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Parti correlate al centro delle attenzioni dei sindaci revisori

Ai rapporti fra la società sottoposta a revisione contabile e le parti a essa correlate è dedicato un recente documento del Cndcec dal titolo “approccio metodologico alla revisione legale affidata al collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni”, applicabile per tutte le revisioni a partire dal 1° gennaio 2018. I particolari legami esistenti tra la società e le sue parti correlate costituiscono un rischio per il revisore, che deve quindi analizzarle sotto numerosi profili in modo da individuare e valutare eventuali rischi di errori significativi con impatto sull’informativa finanziaria.

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Bilanci: documento del CNDCEC sulle relazioni tributarie nei conti

Il 24 aprile, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno emanato un documento che analizza l’impatto, di natura tributaria, delle norme di bilancio introdotte dal dlgs 139/2015, implementando le informazioni già fornire con precedenti documenti (7/08/2017 e 30/10/2017) e fornendo una sintesi delle novità in tema di Oic, dopo la recente revisione (29/12/2017).

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Call Center: inquadramento delle assunzioni

Gli operatori dei call center potevano essere inquadrati come collaboratori a progetto. Lo ha sancito la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 10135 del 26 aprile 2018, respingendo il ricorso dell’Inps.

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Avvocati: sono in vigore i nuovi parametri per i compensi

Con la pubblicazione in GU del D.M. 8 marzo 2018, entrano in vigore i nuovi parametri utili alla determinazione dei compensi per gli avvocati.  I nuovi parametri si applicano alle liquidazioni successivamente all’entrata in vigore. Il provvedimento, che aveva già ricevuto il primo vaglio ministeriale, rappresenta un necessario adeguamento dei parametri forensi alla nuova disciplina sull’equo compenso.

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Italia: cuneo fiscale record, 10 punti sopra media Ocse

L’Italia è terza tra i Paesi Ocse per il peso del cuneo fiscale sul costo del lavoro. Lo ha reso noto l’organizzazione di Parigi, calcolando il carico fiscale complessivo (tributario e contributivo) gravante, in base alla normativa vigente nei diversi Paesi, su diverse figure tipo, che variano in base alla composizione familiare e al livello di reddito.

Nel 2017 in Italia le tasse e i contributi sociali a carico di lavoratore e datore di lavoro sono ammontate al 47,7% nel caso di un lavoratore single, contro la media Ocse del 35,9%. Peggio del nostro paese, soltanto Belgio (53,7%) e Germania (50%). Il cuneo scende al 38,6% per le famiglie di quattro persone con un unico percettore di reddito, contro la media Ocse del 26,1%.

Sempre sul mercato del lavoro, ieri il Report Mercer Global Talent Trends Study 2018 “Unlocking Growth in the Human Age”, ha messo in evidenza che nei prossimo cinque anni un posto su cinque nelle aziende italiane cesserà di esistere.

Tra le professioni che scompariranno, secondo il report, ci sono quelle amministrative (- 35,5%), quelle legate al settore manifatturiero (-32,7%), le attività estrattive e costruzione (-21,3%).

Tra i ruoli in ascesa, invece, ci sono i ruoli legati al data scientist (+25,2%), social media (+ 21,1%), user experience designers (+ 20,5%), pianificazione finanziaria (+15,3%), nursing informatics (+ 12,2%), “green collar” (+ 5,7%).

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Pensioni: senza riforma Fornero debito schizzerebbe al 200% del Pil

MoVimento 5 Stelle e Lega Nord, che potrebbero riavvicinarsi e formare insieme una maggioranza di governo, sono due dei partiti che vorrebbero rivedere la riforma Fornero, ma senza le riforme del sistema delle pensioni varate dal 2014 in poi, il debito pubblico avrebbe raggiunto il livello di pericolo del 150% in rapporto al PIL.

Questo soltanto sul breve, perché poi alla lunga il debito pubblico sarebbe schizzato al 200% del Pil negli anni in cui andrà in pensione la generazione dei baby boomer, ossia nel periodo compreso tra il 2030 e il 2040.

Sono le considerazioni fatte dal governo nel Def “tendenziale” presentato ieri con le quali l’esecutivo uscente di fatto lancia un allarme sulle pensioni e un avvertimento a chi gli succederà a Palazzo Chigi.

Ieri nel presentare il Documento di Economia e Finanza programmatico, il ministro dell’Economia uscente Pier Carlo Padoan si è vantato dei progressi fatti in termini di aggiustamento dei conti pubblici, lanciando un appello al futuro governo perché si continui a percorrere la strada delle riforme.

La simulazione effettuata dalle autorità, sottolinea Il Sole 24 Ore, offre “un’ulteriore rappresentazione statistica alle segnalazioni sul costo di eventuali misure di riduzione dei requisiti di pensionamento attuali finora espresse facendo riferimento al debito pensionistico implicito”.

Nel Def le previsioni del governo sul rapporto tra debito e Pil sono per un calo al 130,8% nel 2018, con un ulteriore abbassamento al 128% nel 2019 e al 124,7% nel 2020. Le stime sul deficit per il 2017 sono state riviste al rialzo al 2,3% rispetto alla “iniziale previsione dell’1,9%” per poter destinare risorse sufficienti ad “aggredire le situazioni difficili dal punto di vista bancario.

Dopo aver parlato di un “quadro incoraggiante” per la terza economia dell’area euro, l’ex funzionario dell’Ocse ha sottolineato come lo Spread tra Btp e Bund decennali sia su “livelli molto bassi rispetto al passato” e, “fatemelo dire visto che è di moda parlare di Spagna, rispetto alla Spagna si è ulteriormente ristretto”.

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Azionario, conviene vendere a maggio? Si, ma senza lasciare la Borsa Usa

Il celebre adagio anglosassone “sell in May and go away” (“vendete a maggio e state lontani” dal mercato azionario) fa riferimento a un calo stagionale delle Borse a partire dal mese di maggio. Secondo questa teoria, le performance dei titoli azionari avrebbero la tendenza a essere migliori nel periodo che va da novembre ad aprile, rispetto alla fascia maggio-ottobre.

A giudicare dall’andamento degli ultimi trent’anni, la conclusione che si potrebbe trarre basandosi sulle prove delle Borse in passato, è che vendere in maggio conviene, ma non è il caso di abbandonare del tutto il mercato azionario americano.

Certo, il recente superamento della soglia spartiacque del 3% da parte dei rendimenti obbligazionari americani ha complicato ancora più le cose per Wall Street, con lo strategist Andrew Lapthorne di Societe Generale che consiglia di stare effettivamente attenti a non rimanere troppo esposti all’azionario americano. Ma se si fa affidamento sui dati a disposizione, l’andamento della Borsa Usa è stato superiore a quello degli altri mercati azionari principali negli ultimi anni.

Rialzo tassi e debito societario rendono azionario vulnerabile

Secondo l’head of global quantitative research della banca francese il debito aziendale su livelli recorde le valutazioni eccessive dei titoli di Borsa dopo i record su record messi a segno negli ultimi mesi, hanno reso l’azionario poco attraente. Finora gli investitori, a parte il grosso passo falso di febbraio, hanno in generale continuato a credere in un rafforzamento dei listini azionari nonostante i valori record degli indici di Borsa.

Questo per via di una serie di fattori, tra cui la crescita dell’economia globale coordinata e l’inflazione ancora fredda (Goldilocks Economy), le trimestrali societarie positive e i tassi di interesse ancora relativamente bassi rispetto alla media storica. Ma con un rialzo dei rendimenti obbligazionarie un’inflazione in aumento, le Borse potrebbero facilmente perdere slancio proprio ora che maggio è alle porte.

Anche dopo il calo brusco delle Borse che ha provocato una perdita di più del 10% per l’indice S&P 500 e che ha abbassato nettamente i rapporti P/E– ossia tra prezzo di Borsa e stime sugli utili – i valori oggi come oggi restano saldamente ben al di sopra delle medie storiche. Secondo FactSet, il rapporto P/E a 12 mesi per le 500 società quotate sull’S&P è pari a 16,5 volte, quando la media a 5 e 10 anni è rispettivamente di 16 e 14,2.

livelli elevati di debito aziendale sono uno dei motivi per cui gli investitori sono preoccupati da un incremento dei tassi. Se i costi di finanziamento salgono calerà il numero di società in grado di finanziarsi. Il 24 aprile, per la prima volta da gennai 2014, il tasso decennale dei Bond americani ha toccato e superato il 3%.

Storicamente sono valori relativamente bassi, ma secondo alcuni guru dei mercati come Jeff Gundlach di DoubleLine Capital, soprannominato il Re dei Bond, i tassi sono destinati a salireancora, così come l’inflazione. Un aumento degli interessi potrebbe compromettere gli investimenti e le attività creditizie di molte società Usa, la cui leverage si trova già su livelli record.

Usa meglio delle altre Borse in maggio-settembre

In termini di performance di mercato si rileva una discrepanza storica notevoletra la performance media degli Stati Uniti e quella del resto del mondo negli ultimi 30 anni (vedi grafico a cura diBloombergsotto riportato).

Andando ancora più indietro con le lancette, dal 1945 al 2011 si scopre che l’indice S&P 500 ha visto una prova positiva nel 78% dei casi tra novembre e aprile, con un computo (extra dividendo) osservato del +6,8% di media. Al contrario, da maggio a ottobre la frequenza di rialzi scende al 64%, per una performance del +1,3%.

E sempre dal punto di vista statistico, per il 90% dei portafogli analizzati da un advisor istituzionale, negli ultimi 10 anni giugno è stato il mese peggiore. L’altro mese da cui stare alla larga nel semestre storicamente sfavorevole all’azionario è agosto. Nel grafico elaborato dalla società si nota che la prova relativamente magra del +0,39% registrata in maggio dalle Borse mondiali, fa un figurone se si confronta con quella di giugno (vedi grafico in fondo).

Giugno il mese peggiore in cui investire in Borsa

“L’analisi delle dispersioni dei rendimenti mensili delle principali Borse mondiali mostra in maniera inequivocabile come vi siano alcuni periodi dell’anno in cui gli indici azionari fanno meglio, e altri in cui fanno peggio della media”, osserva il consulente. “Analizzando gli ultimi 10 anni possiamo notare come il mese che statisticamente ha la maggior probabilità di registrare un rialzo è quello di aprile. Il rendimento medio di 35 tra i maggiori indici azionari mondiali, ovviamente nella versione total return, ossia depurata dalla componente dividendi, registra un rialzo medio annuo pari al 2,68%.

Sebbene si sia chiuso con un computo positivo, anche il mese di settembre ha fruttato ritorni decisamente miseri. Nella fase considerata favorevole all’azionario (novembre-aprile) i due mesi peggiori sono stati novembre e gennaio, mentre marzo, aprile e luglio si sono rivelati quelli migliori.

“Altri mesi interessanti in ottica rialzista sono luglio +2,23%, marzo +2.01% e dicembre +1,57%. I mesi che invece sono più propizi per strategie ribassiste sembrerebbero essere novembre -0,63%, gennaio -1,38%, agosto -1,42% e giugno -1,53%”.

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COMMON REPORTING STANDARD: IL RUOLO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Il Common Reporting Standard è il nuovo standard dell’Ocse, che nasce per facilitare i controlli contro l’evasione fiscale attraverso un sistema multilaterale di scambio automatico di informazioni. Il Crs è stato introdotto con una direttiva Ue ed è in vigore a partire da settembre 2017. L’Agenzia delle Entrate dovrà raccogliere le comunicazioni dalle “istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione” sui clienti fiscalmente residenti nei Paesi esteri che hanno aderito al Common Reporting Standard, con i dati anagrafici e sullo stato patrimoniale.

A differenza di altri regimi di cooperazione fiscale, il Crs mette i dati a disposizione in modo automatico e non su richiesta delle autorità. Il termine per la comunicazione delle informazioni relative all’anno 2017 da inviare ai fini del Common Reporting Standard è stato fissato al 20 giugno del 2018.

Per ricevere e dare seguito alle comunicazioni amministrative da parte dell’Agenzia delle entrate, le istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione devono iscrivere il loro indirizzo di Posta Elettronica Certificata nel Registro Elettronico degli Indirizzi. I dettagli da fornire sono relativi ai dati anagrafici dei titolari effettivi dei conti all’estero, al numero del conto, all’istituto bancario in cui sono detenuti e tutti i dati in merito all’entità dell’asset e ai relativi redditi prodotti, come saldo, interessi e dividendi maturati, eventuali plusvalenze.

Dopodiché, l’Agenzia delle Entrate provvederà ad incrociare le informazioni ricevute con i dati che ogni singolo contribuente ha indicato nella propria dichiarazione dei redditi. L’Agenzia deve comunicare le proprie informazioni a 85 Paesi e riceverle, per il momento, da 60.

Un’altra operazione di compliance fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, rivolta a redditi o altre somme portate all’estero e non dichiarate, è stata resa possibile dal nuovo regime di cooperazione fiscale internazionale. L’Agenzia delle Entrate “al fine di stimolare il corretto assolvimento degli obblighi di monitoraggio fiscale” e di “favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili derivanti dagli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere”, invia una comunicazione a specifici contribuenti per i quali sono emerse possibili anomalie dichiarative nell’analisi dei dati ricevuti dalle Amministrazioni fiscali estere.

L’Agenzia può inviare ai contribuenti “a rischio” di evasione fiscale un questionario, al quale bisogna rispondere entro 15 giorni per spiegare le anomalie su conti esteri, plusvalenze finanziarie o redditi da lavoro tassati in altri Paesi e fornire la documentazione necessaria oppure iniziare un percorso di regolarizzazione. Il contribuente che non risponde al questionario va incontro a sanzioni da 250 a 2 mila euro.

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Scadenze: entro il 30 aprile la dichiarazione degli eredi per il De Cuius

Entro lunedì 30 aprile, gli eredi devono presentare la dichiarazione del parente defunto per i decessi avvenuti dal 1° luglio al 31 ottobre 2017. Il modello Redditi Pf 2017 (anno d’imposta 2016) deve essere inviato esclusivamente per via telematica.

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Fatturazione elettronica: dati diretti alla GdF

I dati provenienti dalla fatturazione elettronica saranno immediatamente disponibile alla Guardia di finanza. Tanto si legge nella circolare della Guardia di finanza che dà le istruzioni ai reparti di attuazione della legge di bilancio. In particolare: “L’introduzione di un sistema generale di fatturazione elettronica obbligatoria consentirà all’Amministrazione finanziaria nel suo complesso, ivi compresa quindi la Guardia di finanza, di incrementare il patrimonio informativo a disposizione utile per effettuare mirate analisi di rischio dirette al contrasto dei più consistenti fenomeni evasivi e di frode”.

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Niente sanzioni ai professionisti senza Pos

Una sanzione di 30 euro per chi vende beni e servizi senza dotarsi del Pos, riducibile a un terzo in caso di versamento tempestivo, ma da applicare tante volte quanti sono i pagamenti elettronici richiesti dai clienti e rifiutati. La soluzione non ha il placet del Consiglio di stato, che ipotizza un contrasto con il principio costituzionale secondo cui nessuna prestazione economica può essere imposta se non in base alla legge. È questa l’interpretazione fornita dai giudici con il parere n. 1104/2018 dello scorso 23 aprile.

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Lavoro: i dipendenti Asl non possono svolgere l’attività di medico competente

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro ha chiarito che il divieto di prestare attività di medico competente, a qualsiasi titolo e in qualsiasi parte del territorio nazionale, si applica a tutti i dipendenti del Dipartimento di prevenzione delle aziende sanitarie locali, stante la sua natura polifunzionale (interpello 12 aprile 2018, n. 2).

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Rivalutazione del Tfr: coefficiente di marzo 2018

Il coefficiente di rivalutazione per la determinazione del trattamento di fine rapporto è pari a 0,820104% (indice Istat 101,7).

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Assegno di ricollocazione: le nuove modalità operative

L’Anpal interviene con una delibera (n. 14 del 13 aprile 2018) per illustrare le modalità operative dell’assegno di ricollocazione, facendo slittare così a maggio l’avvio su larga scala della nuova misura di politica attiva.

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Canone tv: domanda di esonero in scadenza

Canone tv: è ora di affrettarsi per non perdere l’esonero over 75; i cittadini interessati devono, entro il 30 aprile, presentare una dichiarazione sostitutiva con la quale attestano di essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge per fruire dell’agevolazione. Il modello è disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate.

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Email ingannevoli: oggetto “Rimborso Canone Rai”

Attenzione alle email fraudolente che annunciano un fantomatico rimborso del canone Tv. L’intestazione è “Agenzia delle Entrate” e dovrebbero provenire dall’Assistenza servizi telematici dell’Agenzia, ma in realtà nascondono un nuovo tentativo di phishing. Non aprite questi messaggi di posta elettronica, nei quali si chiede anche di compilare un modulo all’interno di un sito dal finto nome “www.rimborso.rai.it”, cestinate.

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Contenzioso: la cessata materia del contendere non rende automatiche le spese

In caso di cessazione della materia del contendere per il riconoscimento del diritto al rimborso richiesto dal contribuente, non segue, necessariamente, la condanna alle spese, secondo la regola della soccombenza virtuale. Così ha stabilito la Cassazione, con la sent. n. 7607 del 28 marzo 2018.

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Avvocati: l’Inps pubblica le liste per il conferimento degli incarichi di domiciliazione

Sono state pubblicate sul sito www.inps.it le liste circondariali per il conferimento degli incarichi di domiciliazione e/o sostituzione d’udienza a 1.075 avvocati esterni. Le domande pervenute sono state 9.395 delle quali 959 sono state ritenute non idonee. Le liste avranno efficacia fino al 31 dicembre 2020.

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Denaro contante: sanzioni antiriclaggio

Il solo passaggio di mano di denaro contante per importi al di sopra delle soglie fissate dalle norme antiriciclaggio (3.000 euro) legittima l’applicazione della sanzione economica a carico dei due soggetti, e non rileva quale sia il fine della disponibilità del contante, né l’eventuale liceità del negozio sottostante. La violazione si configura con la consegna a qualsiasi titolo delle somme. A stabilirlo è stata la 2° sezione civile della Cassazione, con la sentenza n. 9881/18, depositata il 20 aprile scorso.

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