Archive for luglio, 2010
Crisi continua: i dati non sono un contradditorio ma una contraddizione
Il 23 luglio, l’Istat ha pubblicato i dati sulle vendite in Italia.
Sarà anche un dato parziale, maggio 2010 sul corrispondente dato 2009, ma a me preoccupa e non poco. Soprattutto se lo confrontiamo con i risultati degli stress test, resi noti, lo stesso giorno, dove si rileva che il nostro sistema bancario e un sistema che regge bene la crisi, ha liquidità, è patrimonializzato. Insomma, la crisi c’è ma, secondo i nostri valutatori può essere affrontata in modo autorevole. Quasi in “pompa magna”.
Se questo è il quadro, allora perché preoccuparsi tanto? Andiamo per punti.
La disoccupazione aumenta e non solo nel nostro Paese. Il nostro dato, tra l’altro, è fortemente mitigato alla Cassa Integrazione, ma è un dato elevato. Come è stato rilevato dall’Ocse, nell’ultimo anno, la disoccupazione è cresciuta di 17 milioni di unità. L’incidenza maggiore è sui giovani, nella fascia di età tra i 16 e i 30 anni, e le ricadute, come sempre, sui più deboli.
Come è stato osservato dall’Istat, nel primo trimestre 2010, il numero degli occupati in Italia è di 22.758.000 unità, con una diminuzione rispetto allo stesso periodo 2009, dello 0,9% pari 208.000 unità. Il dato sulla riduzione di occupazione dei dipendenti a tempo indeterminato viene mitigato dal dato che l’incremento della disoccupazione si contiene per coloro che hanno un contratto a tempo determinato o per gli occupati ad orario ridotto.
Il tasso di occupazione, fonte Istat primo trimestre 2010, è del 56,6% mentre le persone che cercano lavoro sono 2.273.000 di unità, con un incremento di 291.000 unità pari al 14,7% sullo stesso periodo del 2009. Un altro elemento che ritengo molto importante è che l’aumento della disoccupazione si verifica nel centro-nord e tra le persone che hanno perso il posto di lavoro. Insiste, in controtendenza, un leggero aumento della popolazione “inattiva” ovvero quelle persone che non fanno parte delle forze di lavoro, cioè quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione e che riguardano essenzialmente la fascia di soggetti stranieri, laddove si riscontra un incremento di 85.000 unità.
LE BANCHE DEVONO FAVORIRE L’ACCESSO AL CREDITO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, all’assemblea dell’A.B.I. dell’11 luglio 2010, ha eseguito delle considerazioni economiche e finanziarie, di merito, che cercherò di sintetizzare, fornendo anche un mio contributo, ad un quadro generale della crisi attuale, che colpisce il mondo in modo differente, così come diversa, anche per tempistica, si sta dimostrando la ripresa anche per il nostro Paese.
L’economia mondiale presenta una crescita disomogenea che il Fondo Monetario Internazionale stima, per il 2010 e 2011, in egual misura, sul 4,5% di cui una parametrazione tra l’8-10% a favore dei Paesi emergenti e all’incirca dell’1% per l’Eurozona. Ed è proprio quest’ultimo dato a preoccupare, in quanto la crescita, che è condotta dall’aumento del commercio internazionale, presenta effetti organici di profonda incertezza sulla domanda interna, alla volatilità dei mercati finanziari dovuta esclusivamente alla loro fragilità di fronte alle incognite rappresentate dai fondi sovrani, alla preoccupazione di fenomeni inflazionistici nelle economie emergenti.
Il nostro Paese, in questa fase, è favorito della positività degli scambi, al punto che, nel Bollettino della Banca d’Italia, per il biennio 2010-2011, si presenta una quantità di esportazioni in aumento rispettivamente del 9% e del 5%, mentre rimangono flebili i consumi e gli investimenti, a causa della mancata crescita dei redditi reali e delle incerte prospettive dei tassi di incremento occupazionale.
E’ evidente che in una simile situazione diventa prioritario, l’avvio di procedure tese a riequilibrare i conti pubblici e la ripresa produrrà positività solo ed esclusivamente se la politica di risanamento aiuterà a diminuire gli spread sui titoli sovrani, che spesso costituiscono il benchmark (ovvero il parametro di riferimento per la valutazione del rischio di un tipo di investimento), per la determinazione del costo del credito da parte delle banche anche perché nei loro bilanci insiste ancora un fondamento di incertezza su investimenti esteri fatti, per mera speculazione, che se non sarà eliminato, le difficoltà di provvista continueranno e con ciò proseguirà l’asfissia di credito alle piccole e medie imprese.
L’OCSE: il dramma lavoro e il caso Italia
L’Ocse diffuso i suoi dati in materia di lavoro con un unico verdetto: la disoccupazione è in crescita al punto tale che, nel primo trimestre 2010, aumenta di 17 milioni di persone. Un dato che diventa ancor più drammatico, come rileva Employmment out look 2010, se si considera che in Paesi come l’Italia c’è un forte ricorso alla Cassa integrazione, che mitiga l’aumento dei disoccupati.
Non solo, il rapporto presentato sull’occupazione 2010, prevede che la ripresa dell’attività economica, non porterà ad una creazione significativa di posti di lavoro, nel breve periodo in quanto, secondo l’Ocse, il tasso di disoccupazione rimarrà pressoché invariato fino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011.
In 31 Paesi monitorati con il tasso medio rilevato dell’8,6%, l’Ocse ha constatato come l’Italia con l’8,7% sia il Paese con il punto più alto del dopoguerra. Si pensi che a fine 2007 il tasso di disoccupazione era del 5,8%, ora, nel primo trimestre 2010, è all’8,7%. Tra l’altro l’Agenzia afferma che la diminuzione del tasso degli occupati è di intensità differente nei vari Paesi U.E. al punto che rimane un’incognita, questo dato, in quanto ci sono anche delle differenze più marcate e consistenti di diminuzione del Pil nei vari Paesi comunitari. Ocse, in Italia un giovane su quattro è senza lavoro e tra gli occupati la metà è precaria.
La crisi e le famiglie italiane
L’attitudine al risparmio delle famiglie italiane, che rappresenta la quota di risparmio lordo sul reddito disponibile lordo del nucleo, nel primo trimestre del 2010, è pari al 13,4%, con una flessione dello 0,6% sul trimestre precedente, ed un calo rispetto allo stesso trimestre 2009, dell’1,6%.
Il reddito disponibile delle famiglie, che è l’insieme delle entrate correnti destinato agli impieghi finali (consumo e risparmio), è diminuito dello 0,2% sul trimestre precedente.
La spesa delle famiglie sui consumi finali che rappresenta l’entità delle uscite per l’acquisto di beni e servizi tesi a soddisfare i bisogni individuali, comprendendo anche la spesa per consumi delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, è tornata a crescere dello 0,5%.
In questo quadro d’insieme, si deve rilevare che, rispetto allo stesso trimestre 2009, il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,6% mentre la spese familiare si è ridotta dello 0,7%.
Il potere di acquisto delle famiglie che rappresenta il reddito lordo disponibile effettivo del nucleo, ottenuto utilizzando il deflatore della spesa per consumi finali delle famiglie e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie espressa in valori concatenati con anno di riferimento 2000, rispetto al trimestre precedente, è diminuito dello 0,5% mentre si è ridotto, rispetto al primo trimestre 2009, del 2,6%.
IL LAVORO: la ripresa è ancora lontana
Sono stati pubblicati dall’Istat, i dati relativi all’occupazione nel nostro Paese.
E’ obbligo, dal mio puto di vista, effettuare una scomposizione della popolazione, per chiarire, ai lettori, alcune problematiche di merito sui soggetti coinvolti.
Innanzitutto cercherò di spiegare, sinteticamente, alcuni concetti base, affinché la lettura sia piacevole e suggestiva.
Quando si parla di forza lavoro, significa parlare o trattare soggetti occupati e persone in cerca di occupazione. Nelle rilevazioni a campione, così scrive nel glossario l’Istat, la soglia minima di età sono i 15 anni per arrivare ad età largamente superiori che nella settimana di riferimento, hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività lavorativa dietro corrispettivo oppure soggetti che hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito, nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente. Non sono presi in considerazione gli assenti dal lavoro ad esempio, per ferie o malattia, salvo che l’assenza non superi i tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. I soggetti diversi dai dipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.
Non c’è euroforia per l’Italia e l’Europa: debito pubblico, P.i.l. e pressione fiscale. Dati sconcertanti.
Il 28 giugno 2010 l’Istat ha diffuso alcuni dati di grande interesse. Si tratta di informazioni dettagliate sui conti economici e i principali aggregati annuali del settore delle Amministrazioni pubbliche.
Gli effetti della crisi sulle finanze pubbliche, già presenti nel 2008, si sono dimostrati dirompenti nel 2009, con una diminuzione delle entrate, un aumento delle spese ed un peggioramento dell’andamento dei conti pubblici.
Nel nostro Paese, le proiezioni inerenti al consolidato 2009 della Pubblica Amministrazione, mettono in luce un peggioramento dell’indebitamento netto in rapporto al Pil, che passa da -42,575 miliardi di euro del 2008, a -80,800 miliardi di euro del 2009, con un indice che rasenta il raddoppio, passando da -2,7 a -5,3. In base ai dati presentati, l’indebitamento subisce un incremento di euro 38,225 miliardi sul 2008.
RISCOSSIONE: approvata la nuova cartella di pagamento
Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate è stato approvato un nuovo modello di cartella di pagamento. L’aggiornamento del precedente modello si è reso necessario per le diverse tipologie di somme iscritte a ruolo per il recupero di crediti di vari enti. I fogli avvertenze costituiscono parte integrante della cartella; in ciascun foglio sono contenute indicazioni sulle modalità di richiesta di riesame in autotutela del ruolo e sulla presentazione del ricorso. Nella sezione dedicata alle modalità di presentazione di ricorso sono indicate le autorità da adire (commissione tributaria, giudice ordinario, organo estero competente), e le modalità di presentazione. In evidenza anche la richiesta di sospensione del pagamento che può formulare il contribuente che propone ricorso: si ricorda che l’istanza di sospensione può essere presentata all’ente creditore. La riscossione di contributi e premi previdenziali sono assegnati alle Entrate, anziché all’INPS, Equitalia ha il compito di riscuotere e riversare le somme incassate all’ente previdenziale creditore. I crediti tributari vanno contestati innanzi al giudice tributario entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impositivo, i contributi previdenziali entro 40 giorni davanti al giudice ordinario.
LAVORO: la Cassazione sull’avviamento al lavoro dei disabili
La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 15058 del 22 giugno 2010, parla dell’assunzione dei disabili in merito alla loro qualifica, specializzazione. In particolare la ratio della Legge 2 marzo 1999, n. 68, art. 9 che attribuisce al datore di lavoro la facoltà di indicare nella richiesta di avviamento la qualifica del lavoratore disabile da assumere a copertura dei posti riservati, va letta nella direzione di consentire un’esatta collocazione del lavoratore sia sotto il profilo qualitativo delle capacità tecnico professionali dello stesso all’interno dell’organizzazione aziendale, sia per consentire l’espletamento delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto che non ledano la sua professionalità e dignità. Ne consegue che il datore di lavoro può legittimamente rifiutare l’assunzione non soltanto di un lavoratore con qualifica che risulti, in base all’atto di avviamento, diversa, ma anche di un lavoratore con qualifica simile a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio da svolgere secondo le modalità previste dalla stessa legge.
NOVITA’: atti pubblici redatti informaticamente dai notai
Il DL n. 110 del 2 luglio 2010, in vigore dal 3.8.2010, modifica la Legge 16.2.1913, n. 89 e introduce nel nostro ordinamento l’atto notarile informatico. Al fine, il notaio si deve munire della firma digitale rilasciata dal Consiglio nazionale del notariato. Tutti i repertori e i registri la cui tenuta è obbligatoria sono formati e conservati su supporto informatico. Il notaio può rilasciare copie su supporto informatico degli atti da lui conservati, anche se l’originale è stato formato su supporto analogico; nello stesso modo, può rilasciare copie su supporto cartaceo degli stessi atti, anche se informatici. L’attestazione della conformità del documento informatico all’originale o alle copie è data dalla firma digitale del notaio.
EDILIZIA: l’antimafia entra nei piccoli cantieri
Controlli antimafia anche nei piccoli cantieri edili. L’ultima versione del decreto Brunetta regolamenta l’accesso nei cantieri di opere pubbliche per contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa. Il testo attende il varo definitivo con il prossimo consiglio dei ministri. Il pacchetto sicurezza apre così ai controlli per i lavori pubblici sotto la soglia Ue dei 4,8 milioni. Nel mirino sono tutti i subappalti, i noli e le forniture di beni e prestazioni di servizi, compresi quelli di natura intellettuale come la progettazione e la direzione lavori. I controlli saranno disposti dai prefetti e saranno svolti dai gruppi interforze. Se nel cantiere viene rilevato un tentativo di infiltrazione mafiosa e il prefetto ritiene l’impresa a rischio, verrà emanata un’informativa antimafia, ovvero una segnalazione del pericolo che corre l’impresa o il subappaltatore. L’informativa va diramata entro 15 giorni dalla relazione.
Search
Link Principali
Site Links
Ultimi Articoli
Le famiglie e la crisi: peggiora la liquidità, diminuiscono i consumi. Quali prospettive? Proposte
Crisi continua: i dati non sono un contradditorio ma una contraddizione
LE BANCHE DEVONO FAVORIRE L’ACCESSO AL CREDITO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
L’OCSE: il dramma lavoro e il caso Italia
La crisi e le famiglie italiane
Archivio
- settembre 2010
- agosto 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- agosto 2009
- luglio 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- aprile 2009
- marzo 2009
- febbraio 2009
- gennaio 2009
- dicembre 2008
- novembre 2008
- ottobre 2008
- settembre 2008